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venerdì 29 agosto 2014

ELETTROSMOG: STORIE DI ELETTROSENSIBILI

Notizie in fotocopia, mimetizzate, dirottate su stampa locale e di settore (forse per non far troppo rumore …) “L’appello: elettrosensibile chiede aiuto”, “Disperata per l’antenna, ma voglio restare a casa”, “Elettrosensibile, la vita al buio di Giulia”. Tragedie individuali, invisibili, vissute nell’indifferenza generale, per un disagio invero prodotto dai consumi della collettività (e non solo!).
Mass-media (nazional-generalisti) silenti, medici impreparati nella diagnosi/gestione di un’insidiosa malattia ambientale, classe politica nicchiante (Marino, sindaco capitolino, ha recentemente presenziato un convegno sul tema: restiamo alla finestra) e, tra conflitti d’interesse dei ricercatori e vuoto normativo, gli affari dei giganti TLC gongolano a discapito della salute. Nostra.
L’elettrosensibilità ti espone ad una battaglia continua, la gente non vuol credere che esista questa malattia – lo sfogo al Messaggero Veneto del marito di Giulia, una malata friulana in fuga da lavoro e casa per vivere in una tenda schermata tra le montagne della Carnia, al riparo da onde elettromagnetiche – Accettare una situazione del genere vorrebbe dire cambiare le proprie abitudini e nessuno è disposto a farlo finché la salute glielo permette”.
Sul mensile ecologista Terra Nuova la storia di una cinquantenne di Imperia in ritiro dalla vita sociale, rifugiatasi in un agriturismo del Piemonte in cerca di un’inesistente Free Elettrosmog Zone .... ( leggi QUI l'interessante articolo di Maurizio Martinucci )