Le 36 pagine della sentenza
della corte di appello di Torino confermano il nesso casuale tra l’esposizione
dei campi elettromagnetici in alta frequenza emessi da un uso prolungato del
cellulare e il cancro, la sentenza è storica perché per la prima volta un
lavoratore ha ottenuto due sentenze di merito favorevoli in casi simili.
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Stridono, e non poco, le affermazioni negazioniste che giornali
nazionali continuano ad enfatizzare, tale decisione dovrebbe invece far venir
qualche dubbio e soprattutto riflettere sull'esito del rapporto dell'Istituto superiore di sanità (Iss) dello
scorso agosto secondo cui l'uso del cellulare non risulta associato
all'incidenza di neoplasie nelle aree più esposte durante le chiamate vocali,
nonostante due studi "monumentali" condotti uno in Italia (dall'Istituto indipendente Ramazzini di Bologna) e uno negli stati Uniti
confermavano quello che ricerche indipendenti negli ultimi 10 anni continuano a
trovare.
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