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lunedì 18 agosto 2014

A ZURIGO LA PRIMA RESIDENZA CONTRO I DISTURBI DI ELETTROSENSIBILITÀ E SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA

La prima residenza per elettrosensibili è stata costruita a Zurigo

Per le vittime della sensibilità elettromagnetica e della sensibilità chimica multipla è sorto a Zurigo un edificio completamente schermato da ogni sostanza che innesca i disturbi in queste persone. Le vittime delle onde elettromagnetiche sono definite elettrosensibili, nel merito esiste anche in Italia una associazione l'A.I.E A, ossia di persone allergiche o intolleranti ai c.e.m ovvero i campi elettromagnetici. I sintomi possono anche essere consistenti e la ipersensibilità ai campi elettromagnetici si manifesta con disturbi del sonno, mal di testa, debolezza fisica, riduzione della concentrazione e della memoria, dolori sia localizzati sia diffusi, disturbi visivi, dell'equilibrio o uditivi e soprattutto le cure non hanno effetto. La sensibilità chimico multipla è un disturbo riconosciuto come malattia rara e i suoi sintomi sono confusi spesso con quelli di altre malattie per cui un paziente viene etichettato come malato psicosomatico o malato psichiatrico.
A Zurigo però è stata sviluppata un abitazione alla porte di Zurigo, nel tranquillo quartiere di Leimbach. La casa è circondata dalla campagna e da un boschetto con grandi alberi. L'edificio accoglie persone affette da MCS, ovvero ipersensibilità chimica multipla e da elettrosensibilità. Spiega Christian Schifferle affetto da sensibilità chimica multipla che ha ideato il progetto:
Abbiamo studiato delle misure di schermatura grazie anche alla collocazione naturale, di spalle a una montagna che offre un riparo protettivo. In più c'è assenza di antenne e una elevata qualità dell'aria.

Non è un lusso, ma una casa adatta a chi soffre di questi disturbi e non riesce a vivere in un appartamento tradizionale. L'edificio consiste in 15 appartamenti per cui l'80% degli occupanti beneficia dei sussidi per la casa con un costo di 1.050 franchi svizzeri al mese per due stanze. I materiali e le tecnologie usate hanno un impatto ambientale notevolmente migliore stimati in più del 25% rispetto alle costruzioni classiche di Zurigo. La cooperativa presieduta da Christian Schifferle ha ottenuto il terreno grazie al sostegno dell'amministrazione e anche un aiuto finanziario. ( leggi QUI l'articolo completo )

FONTE : ECOBLOG.IT
FONTE : SRF.CH
FONTE : LEMONDE.FR