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venerdì 1 agosto 2014

"SONO ELETTROSENSIBILE, CERCO CASA LONTANO DA WI-FI E ANTENNE"

LUGANO - "Cerco piccola casetta appartata nel Sopraceneri (...) e, per un'ipersensibilità alle microonde, lontana da wi-fi e antenne di telefonia mobile". È un'inserzione quantomeno singolare quella apparsa negli scorsi giorni sul portale di annunci Tutti.ch. A pubblicarla è un 39enne ticinese che si definisce "elettrosensibile", cioè affetto da un insieme di sintomi fisici e psicologici attribuiti dallo stesso a campi magnetici, elettrici o elettromagnetici.
L'elettrosensibilità, va detto, non è riconosciuta come una vera e propria malattia dalla organizzazione mondiale della sanità e dalla comunità scientifica. Tuttavia è una condizione non così rara, al punto da spingere Paesi come la Svezia, se non a riconoscerla come malattia, almeno a identificarla come causa di invalidità funzionale.
E dello stesso disturbo afferma di soffrire D. "I miei fastidi sono iniziati già da piccolo. Soprattutto per le lampade fluorescenti. Mi davano affaticamento agli occhi, mal di testa, e un certo tipo di malessere generale difficile da definire".
D., insomma, sembra essere uno di quelli che dal boom della tecnologia ha tratto pochi vantaggi. "Il mio primo cellulare è durato 10 giorni", racconta. "L'ho quindi dato via subito, le radiazioni mi davano fastidio. Lo scorso anno, invece, sono stato esposto a onde wi-fi per un lungo periodo. Ho avuto un crollo psico-fisico. Non è facile convivere con questo problema ed è per questo motivo che ho deciso di cercare un'abitazione che assecondasse le mie esigenze".
La risposta del medico - "Bisogna distinguere l'aspetto del disturbo percepito dai danni alla salute scientificamente provati", spiega Danuta Reinholz, medico cantonale aggiunto. "Dei campi elettromagnetici si sta occupando la recente legge federale sulla protezione dai pericoli delle radiazioni non ionizzanti e degli stimoli sonori (LRNIS)", aggiunge.
Tra le fonti di radiazioni non ionizzanti vi sono, per la precisione, i puntatori laser, i laser a uso medico e i solarium. Se non sono utilizzati in modo appropriato, spiega la LRNIS, tali prodotti possono nuocere alla salute. La nuova legge intende disciplinare il corretto utilizzo, l'importazione, il transito, la consegna e il possesso di prodotti che generano RNI o stimoli sonori.
"La nuova normativa prevede un divieto unicamente per gli apparecchi che costituiscono un rischio considerevole per la salute, in primo luogo i puntatori laser a elevata potenza - aggiunge la dottoressa -. Non stiamo parlando del telefonino o del wi-fi di casa. La ricerca scientifica, al momento, non conferma infatti la pericolosità di queste apparecchiature. Questo non vuol dire che qualcuno non abbia dei mal di testa o che in futuro non possa sviluppare un tumore in seguito alla sovraesposizione di queste apparecchiature. Ma non possiamo esprimerci sul fenomeno, non ci sono ancora dati o statistiche. Ci sono, invece, sicuramente persone che vivono questa sofferenza. Il consiglio è quello di crearsi attorno un ambiente lontano da queste fonti di onde elettromagnetiche. Consiglio che può essere applicato a tutti. Oggi le case non sono più quelle di 30 anni fa. Abbiamo attorno più televisoni, pc, telefoni e tablet. Cerchiamo magari di ridurli o comunque di spegnerli prima di andare a dormire. In questo modo otterremmo comunque una significativa riduzione delle onde. Che male non può fare".
Il caso di D., come quello di tutti gli elettrosensibili, coincide in parte con le recenti ricerche sugli effetti dei campi magnetici sulla salute. Tema, questo, che divide il mondo scientifico. Dall'ultimo rapporto dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) il 61% dei medici interrogati sul tema non esclude una possibile correlazione tra Campi Elettro Magnetici e problemi di salute, mentre il 27% è di parere opposto. Secondo il corpo medico, i problemi più comuni in questo senso sono cefalea e emicrania, oltre a disturbi del sonno e altri sintomi non specifici. Le principali fonti di radiazione citate sono le stazioni di base della telefonia mobile, i telefonini e le linee ad alta tensione. Il 69% di essi ha poi affermato di aver trattato almeno un caso di questo genere nel proprio studio. Come possibili provvedimenti, i medici intervistati hanno consigliato nell’ordine l'eliminazione dei campi elettromagnetici, il trattamento dei sintomi e le terapie psichiatriche o psicosomatiche. Il tasso di successo di ogni terapia o provvedimento adottato si aggirerebbe attorno al 40%.

FONTE : TICINO ONLINE