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venerdì 13 aprile 2018

CONVERSIONE INCENERITORE - COMUNICATO STAMPA


Mercoledì 28 marzo con un consiglio comunale aperto alla cittadinanza che abbiamo scoperto essere stato richiesto dalle forze di opposizione si è tenuta si è tenuta la presentazione dell'UNICO PROGETTO DI CONVERSIONE DELL’INCENERITORE.

Per ora, dopo 15 MESI dall'annuncio del comune di una sua trasformazione è stata l’unica occasione per poter comprendere lo “stato dei lavori” sul progetto di riconversione che dovrebbe portare allo “spegnimento” dell’inceneritore nel giro di pochi anni.
Dopo una breve esposizione dell’amministratore unico di Core che dopo aver ribadito il corretto funzionamento dell’impianto con i valori delle emissioni sotto i limiti di norma con la fine della sua “vita impiantistica regolare” e chiudendo il mutuo nel 2019 (pur avendo già ricevuto l’autorizzazione da parte di Regione Lombardia a proseguire con l’incenerimento dei rifiuti fino al 2026), per scelta, e non per emergenza, ha affrontato di valutare il progetto di conversione.
Sono posizioni che ovviamente non condividiamo, ci limiteremo solo a precisare che oltre a non indicare gli inquinanti non rilevati si è dimenticato di citare che sono decenni che questo impianto emette anche un inquinamento acustico che impatta sul quartiere, rendendo in alcuni momenti la situazione invivibile.
Successivamente è seguita la relazione di CAP HOLDING, incaricata dalla precedente amministrazione di elaborare un progetto di riconversione, al momento l’UNICO.
All’inizio il progetto venne presentato solo la conversione per l’incenerimento dei fanghi prodotti dal depuratore adiacente mente mercoledì è stato presentato un quadro differente (forse invogliato da incentivi statali che prima non erano presenti).
L’intenzione dell’azienda è quella di trasformare l’area in un centro che:
  • Centro per il trattamento dei fanghi di depurazione che Cap holding produce nei suoi depuratori (non più solo quello di Sesto)
  • Centro di produzione di bio gas da trasformare in bio metano che verrebbe poi utilizzato per il funzionamento dei mezzi di Area Sud per la raccolta dei rifiuti (per i quali attingerebbe a dei finanziamenti)
  • Centro di ricerca sull'economia circolare e sul trattamento dei fanghi e dei rifiuti

La presentazione, generica, è stata preceduta da una analisi L.C.A. (LIFE CYCLE ASSESTAMENT) fatta eseguire dal Politecnico di Milano partendo da alcuni obbiettivi come:
  • Ridurre l’impatto ambientale (ponendo a 100 quello provocato dall'inceneritore l’obbiettivo è ridurlo arrivando a 20)
  • Impatto sociale (mantenendo l’occupazione dei 45 lavoratori presenti)
  • Equilibrio economico senza aggravio di costi per la comunità
  • Un progetto che preveda la creazione di un impianto votato all'economia circolare

Premesso che i dubbi sulla presentazione fatta sono tanti e che del trattamento a freddo dei rifiuti solidi non se ne è neanche accennato, iniziamo con la gestione dei fanghi di depurazione delle acque reflue ricavati dal ciclo di depurazione che riconsegna acqua adatta all'irrigazione dei campi o ad essere reimmessa nei fiumi, i fanghi verrebbero inceneriti con un volume annuo di 14.000 t/anno (contro le 70.000 t/anno attuali) ed è vero, rappresentano una diminuzione in termini di massa, ma facciamo presente che solo alcuni mesi fa si parlava di 7000 t/anno (ovvero il 50% in meno) e, soprattutto, si parlava solo del trattamento dei fanghi generati a Sesto e su questo punto non è stata presentata, o pubblicata l’analisi di cosa andiamo ad immettere in atmosfera o nell'ambiente, mentre manca completamente un’analisi di tipo sanitario sull'impatto che queste emissioni possano avere sulla popolazione e che l’analisi L.C.A. dal Politecnico di Milano non è in grado di dare.
Non si è affrontato il problema che genera la produzione di biogas in un ambito URBANO, ovvero di quei sottoprodotti difficili da gestire e che possono trasformarsi in inquinamento delle falde o dei terreni, senza considerare la quantità di Nox che viene emessa dalla produzione di biogas, che ricordiamo (in particolar modo il biossido di azoto) aggrava le condizioni nei malati di asma e chi soffre di malattie respiratorie croniche o di malattie cardiache.
La gestione dei fanghi è poi stata presentata un po’ superficialmente, e sembra non sia stato considerato un eventuale contaminazione critica determinata da eccessi di idrocarburi, cromo esavalente, metalli pesanti o droghe ecc.… purtroppo presenti nei nostri sistemi fognari.
Non capiamo perché in questa fare ci si sia chiusi a riccio evitando qualsiasi confronto con la cittadinanza, comitati e associazioni, confronto che avrebbe solo potuto arricchire il progetto a livello macroscopico portando in evidenza le criticità, non capiamo il perché in un paese come la Danimarca si è costruito una collina per coprire un inceneritore (clicca QUI per leggere i dettagli) e ridurre l’impatto ambientale (mentre qui si continuano a presentare slide con edifici o colate di cemento)
 

Chiediamo di poter accedere alle analisi di impatto ambientale e che venga eseguita DA UN ENTE INDIPENDENTE una valutazione sanitaria sulle immissioni rilasciate e che venga riconosciuta una compensazione ambientale per il Quartiere di Cascina Gatti.
Non siamo contrari a prescindere, ma LA PERCEZIONE AVUTA È CHE SIA STATO GIÀ’STATO DECISO TUTTO, abbiamo assistito alla presentazione di un progetto in una fase già avanzata, l’incontro è apparso come una cortesia per informare la cittadinanza ne è la prova della quasi totale assenza di richieste, precisazioni o contestazioni da parte della politica locale, un ulteriore conferma arriva dal fatto che l’amministrazione comunale sembra non avere altri progetti per l’area di CORE, per la serie c’è solo questo e questo deve essere fatto come è già stato deciso.