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domenica 27 aprile 2014

TRALICCI, CHIATRI VA ALLA GUERRA: “SINDACO, DEVI TUTELARCI”

Sabato, 26 Aprile 2014 - Pericoli per la salute e un rischio serio anche per l'ambiente. I cittadini di Chiatri non hanno intenzione di restare a guardare. E’ per questo che intendono segnalare anche all'autorità giudiziaria alcuni aspetti legati alla realizzazione del nuovo tracciato dell'elettrodotto che sta sollevando l'Oltreserchio all'autorità giudiziaria. A farsi portavoce del malcontento della popolazione è ancora una volta l'avvocato Cesare Ciacca che con una lettera aperta si rivolge direttamente al sindaco Alessandro Tambellini. L'avvocato accusa il primo cittadino di non aver avvisato per tempo i cittadini di quanto stava avvenendo: “Su due profili - si rivolge Ciacca al sindaco - Lei non può e non deve rimanere neutrale: il primo è il pericolo di lesione del diritto costituzionale alla salute, anche se riguarda pochi individui; il secondo è la deturpazione dell’ambiente, del paesaggio e del panorama, che nella zona di Chiatri, unica finestra diretta verso il mare del Comune di Lucca, di cui è gioiello meraviglioso, è pubblicamente segnalato, con specifica dicitura in pietra, al passo del Quiesa, sul muro laterale di svolta dalla via Sarzanese verso la strada che sale verso i Monti di Chiatri. Qui appaiono, agli occhi degli stupefatti turisti, abitati, capanne, stalle di epoche dei secoli passati e anche un pregiato edificio del ‘500, che, in tale periodo, si dice fosse una succursale del Comune. E i Monti di Chiatri, come gli altri abitati del paese che si distende in una vasta area, verrebbero ad essere stretti in una morsa di due elettrodotti, con una moltiplicazione di giganteschi piloni, veri e propri ecomostri”.
In mezzo - prosegue Ciacca - verrebbero a trovarsi i ruderi del castello, risalente a prima degli anni mille, distrutto dal Comune di Lucca in una feroce guerra con il Castellano del luogo, il quale aveva rapito la principessa Ermengarda, figlia del re Lotario, il cui Stato si estendeva fra le coste dell’Inghilterra e della Francia, della quale si era follemente invaghito mentre la Principessa transitava lungo la via Francigena in pellegrinaggio di devozione verso il Centro della Cristianità. Di Ermengarda rimangono tracce in una tomba nei sotterranei dell’attuale Palazzo di Giustizia, in via Galli Tassi e in una maestosa lapide in marmo, in lingua latina, sul muro delle scale che salgono verso la Procura della Repubblica, nello stesso edificio. Nella Chiesa di Chiatri Giacomo Puccini aveva ascoltato il Te Deum, cantato dalle voci potenti dei contadini del luogo, forgiate dalle dura vita agreste, Te Deum da Lui riproposto, con la stessa robustezza nell’opera La Tosca, con il suono in lontananza della campane di Bargecchia, che ancora si possono udire. Storia, cultura ed ambiente rendono Chiatri un luogo incantato della memoria, selvaggio e delicato, intatto e sacro nello scorrere dei secoli, un altissimo pregio che si traduce in valore economico e turistico da esaltare e non da soffocare e annichilire con immensi piloni, alti 50 e 20 metri. Lei, forse, non si rende conto del tesoro che Chiatri costituisce per la città di Lucca? E’ assolutamente certo che i giganteschi piloni Terna, posti sul crinale delle colline, in vista del mare, visibili dalla costa Tirrenica, incombenti, con le loro immense campate di numerosi cavi, sulla delicata trina degli oliveti, dei campi lavorati, dei boschi, di una bellezza speciale per la varietà degli alberi e dei loro colori costituirebbero un disastro del patrimonio paesaggistico, storico-artistico, archeologico. Sono valori assoluti che devono essere tutelati con la più completa determinazione ed energia. Con l’attuazione del progetto Terna, il disastro ambientale e paesaggistico sarebbe immenso ed irreversibile”.
Sotto accusa anche i presunti rischi per la salute: “Le distanze di sicurezza degli habitat dagli elettrodotti calcolate da Terna - incalza Ciacca - non hanno nessuna certezza scientifica, mentre sono notori in Italia i frequenti casi di leucemia e di tumori lungo tali reti elettriche e il dibattito è ovunque in corso anche con molte controversie giudiziarie nei confronti della Terna e dell’Enel. Sarebbe gravemente turbata la serenità, l’identità della comunità del vasto paese di Chiatri, identità che si connette intrinsecamente all’ambiente”.
Noi - aggiunge Ciacca - non siamo disposti a fare da cavie e a sentirci dare ragione sull’insufficienza di tali distanze soltanto dopo avere constatato l’insorgenza dei tumori e delle leucemie, dopo essere stati colpiti da patologie letali connesse all’elettromagnetismo. A tale proposito le ricordo che lei è responsabile della salute dei cittadini e che non può e non deve tollerare spostamenti degli elettrodotti a favore di alcune zone e a discapito di altre, nel caso concreto a discapito di Chiatri, i cui abitanti pure Lei rappresenta. Spettava e spetta a Lei rilevare immediatamente con forza e con sdegno, già prima di introdurre la richiesta di indagine pubblica, che gli elettrodotti Terna, così come progettati e posizionati, costituirebbero un disastro ambientale ed un grave problema per la salute in tutte le zone in cui passano, specie per Chiatri, gioiello unico del Comune di Lucca. Ma, perché Lei, che è a capo del Comune più vasto e importante, ricco di storia, di cultura, di arte e di siti di archeologia, non ha reagito come il sindaco di Vecchiano che si è schierato subito con le comunità che appaiono coinvolte e sacrificate dagli stessi elettrodotti? Da un anno la Terna sta studiando il tracciato degli elettrodotti. Da mesi e mesi, dal maggio 2013, Lei ha partecipato a numerosi incontri con gli altri sindaci limitrofi e con la Terna, con i quali ha sottoscritto un Verbale del tavolo tecnico di concertazione, senza mai avvertire la nostra popolazione. Che senso ha giustificare tale carenza di informazione accampando l’assenza di un protocollo d’intesa da Lei non sottoscritto? Ma, la Terna ha già presentato la domanda di valutazione di impatto ambientale al Ministero dell’Ambiente, mostrando di aver superato e ritenuto irrilevante la fase del fantomatico protocollo di intesa, atteso che, per di più, il suddetto Verbale del tavolo tecnico è intestato: Attuazione Protocollo di Intesa tra la Regione Toscana e Terna”.
Non è stata sollecitata una consapevolezza e una partecipazione viva ed effettuale delle popolazioni - prosegue ancora Ciacca -. Queste sono come schermate dalla rappresentanza istituzionale di enti che, però, assai probabilmente, non ne rispecchiano gli umori, le proteste, gli interessi, le scelte di vita nell’amenità della campagna chiatrese. A questo punto, sembra, - in costanza di quel che apparirebbe una Sua accondiscendente inerzia – che, per quanto riguarda Chiatri, Lei non abbia preso posizione vigorosa contro i pericoli alla salute e i danni all’ambiente. In pratica, sembra che sia nell’aria il presentimento di una maturazione della procedura verso una attesa di giudizio positivo del Ministero sul progetto Terna. La quale sa che, quando arriva a presentare al Ministero dell’Ambiente la richiesta di Via, con tutta la ponderosa documentazione, anche se unilaterale e senza effettiva dialettica con la popolazione, totalmente esclusa, come sopra descritto, il risultato favorevole di accoglimento è già fortemente imbastito e quasi scontato. Tanto che operai della Terna, o di ditta delegata, stanno facendo in questi giorni una sistematica ricognizione del tracciato dei nuovi elettrodotti con segni di vernice in loco. Essi hanno rilasciato affermazioni, sulla strada, alle persone che chiedono spiegazioni del loro operato, nel senso che è già stato tutto deciso e che nessuno fermerà niente. Cosa dunque si aspetta e come si discute su un piano di sterile formalismo? Dum Roma consulitur, Saguntum espugnatur”.