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domenica 2 dicembre 2018

BIOPIATTAFORMALAB, LA SECONDA SERATA IL 5 DICEMBRE 2018, ALLE ORE 18.00

E' importante esserci , farsi sentire , capire e partecipare (ed eventualmente protestare)

Purtroppo l'incontro si svolgerà allo spazio MIL in via Granelli 1 a Sesto San Giovanni, l'abbiamo detto e ridetto, ma la volontà e probabilmente il disegno di tener lontano i "critici" ha prevalso, altrimenti si sarebbe svolto (almeno una serata) a Cascina Gatti.



venerdì 30 novembre 2018

AFFERMARE CHE I CRITICI O GLI OPPOSITORI AL PROGETTO DI CONVERSIONE DELL’INCENERITORE SONO AFFETTI DALLA SINDROME DI NIMBY E’ UN INSULTO A CHI PER ANNI SI È INTERESSATO DEL PROBLEMA AMBIENTALE

la sindrome NIMBY è la sigla che riassume la locuzione inglese "NOT IN MY BACKYARD",  ovvero "NON NEL MIO CORTILE".
La facile e superficiale attribuzione della qualifica di NIMBY alle opposizioni al progetto squalifica a priori le eventuali valide argomentazioni portate contro o di ausilio al il progetto stesso.
Le critiche su vari aspetti del piano, dall'impatto ambientale alle valutazioni sulla sua effettiva utilità fino alle osservazioni in merito agli interessi economici che lo supportano, non possono essere considerate irrilevanti.
Pertanto, l'argomento NIMBY (sindrome inventata decenni fa dalla classe politica per giustificare le proprie incompetenze) si presta ad essere usato pretestuosamente da quanti sostengono il progetto.
Partendo da questo troviamo fuori luogo l’aver dato a Nimby Forum la gestione “imparziale” del tavolo, anche se abbiamo dei facilitatori ai tavoli gentili che hanno impostato e fatto conoscere una metodologia nuova di come poter affrontare un dibattito.

Nimby forum è infatti attivo dal 2004 con l'esplicito obiettivo di analizzare e monitorare l’andamento della sindrome NIMBY, un osservatorio permanente che gestisce l'unico database nazionale delle opere di pubblica utilità che subiscono contestazioni

Giusto per chiarirci, "nel mio giardino" ovvero nella zona di Cascina Gatti abbiamo ereditato:
o   Un inceneritore
o   Un depuratore
o   Due elettrodotti che attraversano l’area urbana (di cui uno in fase d'interramento dopo anni di lotta)
o   Acqua di prima e seconda falda inquinata (problema che arriva dalla Brianza mai affrontato - leggi QUI il post del 18/05/2016)
o   Terreni utilizzati come discariche sia di materiale inerte (non bonificate) che di materiale tossico (rifiuti delle Falk) parzialmente bonificate
o   La tangenziale est che con il suo traffico segna il confine con Cologno Monzese 
o   Traffico di attraversamento causato dal casello della tangenziale (leggi QUI il post del 20/12/2017)
o   Diossina rilevata a terra dalla Asl - leggi QUI il post del 20/11/2013)
o   Il fiume Lambro che insieme al Seveso vanta essere uno dei fiumi più inquinati (è di qualche mese la pubblicazione di una ricerca che rilevava i pesci che cambiano sesso - leggi QUI il post del 04/05/2018)

A Cascina Gatti NON ci sono persone affette dalla cosiddetta "sindrome di Nimby", serve più rispetto per chi da anni si mobilita per cambiare le cose, c'è invece un problema ambientale serio e qualsiasi progetto si voglia attuare deve necessariamente tener conto dell'attuale situazione e prevedere l'eliminazione o MINIMIZZARE al massimo l'impatto ambientale,oggi il rispetto delle vigenti norme di legge NON E' CONDIZIONE SUFFICIENTE a dare garanzie in merito. 

mercoledì 28 novembre 2018

SITI INQUINATI - L'ITALIA NE ESCE DISTRUTTA , IL RECORD IN LOMBARDIA (E SESTO S.G. C'E')


Se lo diciamo noi ci accusano subito di fare terrorismo psicologico ed arriva subito il politico "intelligente" che ci ricorda che stiamo creando allarmismo, e che questo è un reato per il quale si rischia la denuncia, tutto questo è già successo e probabilmente succederà ancora ogni qualvolta affronteremo un problema ambientale.
La realtà presentata  nel servizio di Milena Gabanelli su Dataroom di Corriere della Sera è anche più' cruda di quello che noi affermiamo e coinvolge tutta l’Italia (ed è per questo che non si deve scappare ma è importante affrontare il problema) compresa Sesto San Giovanni (Sito di Interesse Nazionale per eccellenza).
Con decenni di politica spazzatura, incompetenze, la presenza a vario titolo di corrotti e mafiosi siamo riusciti letteralmente a distruggere una nazione nella totale indifferenza di un popolo analfabeta nei riguardi dei problemi ambientali, intenti a mantenere i propri miseri interessi economici e politici, capace solo di rinfacciare (ai pochi che si occupano di ambiente) “ma voi dove eravate“ come se abitassero in un'altra dimensione, come se avessero delegato a chi sa chi la tutela dell’ambiente e conseguentemente la tutela della propria salute ricordandosene solamente quando la malattia arriva (perché queste arrivano!!!).
Ora l’Ispra conta 12.482 siti potenzialmente contaminati in tutta Italia, con un record di 3.733 casi in Lombardia. 
Le bonifiche che dovevano iniziare a partire dal 1998 hanno visto una serie di finanziamenti hanno invece coperto i costi di conferenze, politici buriosi, e forse le tasche di "tanti amici degli amici" che con consulenze varie han fatto sì che non incominciassero mai o forse se iniziate lo siano solo parzialmente.

In Lombardia il Corriere e la Gabanelli citano Sesto San Giovanni e le aree ex Falck (ma lo sappiamo non c’è solo quello) secondo i dati Ispra c’è la presenza di metalli pesanti, Ipa, idrocarburi e solventi clorurati. La bonifica (di competenza del Ministero dell’Ambiente) è stata completata al 32 per cento, mentre la bonifica della falda acquifera è pari a zero (vedi QUI il nostro post "SESTO S.G. - ACQUA DI PRIMA FALDA - UN PROBLEMA CONOSCIUTO E MAI AFFRONTATO")

Vi invitiamo a leggere e vedere il servizio di Milena Gabanelli sul corriere della sera cliccando QUI

Per la cronaca il servizio chiude spiegando che l’Istituto Superiore di Sanità da anni monitora i rischi per la salute dei circa 6 milioni di abitanti che vivono nelle aree dei 45 (su 58) siti più contaminati d’Italia. Per chi ha meno di 25 anni, è stato registrato un aumento di tumori maligni del 9% rispetto a chi vive in zone non a rischio”.

A Milena Gabanelli e a tutto il suo staff va il nostro ringraziamento per il servizio fatto.

LA PRIMA SERATA AL "PROCESSO PARTECIPATIVO" SUL FUTURO DELL'INCENERITORE DI SESTO SAN GIOVANNI - COM'È' ANDATA

Lunedì 26 novembre abbiamo partecipato (dopo incontri avvenuti nelle sedi di zona, due interventi in consiglio comunale e un tavolo tecnico svolto in sala giunta a Sesto, e soprattutto dopo anni di lavoro svolto sul tema) al percorso partecipativo "ideato" dai comuni, CAP e COREsia chiaro che tale percorso è stato richiesto più volte negli ultimi cinque anni dall'Associazione Sottocorno e dal comitato di Cascina Gatti senza mai ricevere risposte (non ultima la richiesta che abbiamo presentato al tavolo tecnico del 15 ottobre svolto a Sesto), come ci auguriamo che quanto già discusso in precedenza non venga "spianato" da questa serie di incontri.
Avremmo gradito che tale percorso partecipativo fosse iniziato sulla destinazione d'uso dell'area e non all'ennesimo progetto calato dall'alto, che non rappresenta assolutamente una fase di progettazione preliminare della biopiattaforma ma bensì una parentesi per cercare di condividere ciò che è già stato deciso, anche se ad onor del vero, notiamo una apertura (anche se tardiva) a porre delle variazioni al progetto.
L’obiettivo che si propone è comunque meritevole, visto che, come si legge dal sito di BioPiattaformaLab , il percorso si prefigge di :
- informare in maniera chiara e completa in merito al progetto;
- confrontarsi in maniera aperta e trasparente con il territorio, analizzando ragioni, caratteristiche, impatti e ricadute del progetto stesso;
- migliorare e arricchire il progetto, adattandolo al meglio al contesto in cui sarà realizzato.
Noi possiamo solo partecipare nella speranza si vogliano cogliere veramente le segnalazioni che arrivano dal territorio, e che non si usi tale piattaforma per far "digerire" alla cittadinanza una scelta politica già fatta.
Tale preambolo è d'obbligo anche perché le serate sono già state calendarizzate e salta subito all'occhio la totale mancanza di un confronto aperto con il quartiere di Cascina Gatti, tale scelta fa dubitare (e anche molto) sul fatto che ci si voglia confrontare veramente con il territorio che in primis continuerà ad avere un impianto tecnologico di tale portata nelle vicinanze.


Le prossime serate (già definite in tempo e luogo) sono:

martedì 27 novembre 2018

CON 11000 ALBERI TRASFORMANO UN'AREA EDIFICABILE IN UN BOSCO


A San Prospero (Parma) è successo qualcosa di fantastico Giancarlo Spaggiari e il figlio Roberto in prossimità della trafficatissima via Emilia hanno deciso di far nascere un bosco invece di cementificare, migliorando la qualità dell'aria e salvaguardare la zona agricola piantando (insieme ad amici) nella loro proprietà ben 11.000 piante in 10 ettari.

Querce, noci, frassini, cornioli, prugnoli, meli, olmi: un argine verde, realizzato anche grazie a contributi dell'Unione europea, nei confronti di nuove urbanizzazioni. Niente cemento, solo piante in un'area che, faceva gola ai costruttori edili. Gli Spaggiari hanno preferito declinare le offerte immobiliari e portare avanti un progetto differente, che ci auguriamo possa essere replicato da qualcun altro. 

QUI vedi l’articolo sul Corriere Della Sera
QUI vedi l’articolo su RAI NEWS
QUI vedi l’articolo su La Stampa





mercoledì 21 novembre 2018

LA CAMPAGNA DI GREENPEACE LO SPOT DI NATALE CONTRO L'OLIO DI PALMA PER LA SALVAGUARDIA DELLE FORESTE


Non possiamo che sostenere Greenpeace Italia pubblicando il video contro la produzione indiscriminata di olio di palma (censurato in Gran Bretagna perché giudicato "troppo politico").
Dopo che la catena dei supermercati Iceland lo aveva scelto per il suo spot natalizio in TV. Il cartoon, doppiato dalla cantante Noemi (che ha prestato la sua voce alla Campagna dell'associazione ambientalista) racconta la storia di una bambina e di un piccolo orango "sfrattato" dalla foresta per dare spazio alle piantagioni di palma da olio. In Gran Bretagna l'authority per la pubblicità ha proibito alla grande catena di supermercati Iceland di usare il video come 'pubblicità di Natale' perché sarebbe "troppo politico". Il video originale ha la voce dell'attrice Emma Thompson (askanews lo ha pubblicato in questa versione sabato 10 novembre 2018). Come parte della sua campagna natalizia, Iceland aveva concordato con Greenpeace il riutilizzo del video. Iceland nel 2018 si è impegnata a eliminare l'olio di palma da tutti i prodotti col suo marchio. Uno dei maggiori acquirenti al mondo di olio di palma è la multinazionale statunitense Mondelez International i cui marchi più noti sono i biscotti Oreo e i cracker Ritz. Un'indagine di Greenpeace ha scoperto che tra il 2015 e il 2017, 22 dei fornitori di olio di palma di Mondelez, tra cui Wilmar (il più grande operatore mondiale di olio di palma), hanno distrutto oltre 70 mila ettari di foresta pluviale, un'area grande quasi tre volte l Isola d Elba. Questi fornitori sono stati accusati anche di sfruttamento del lavoro minorile, dei lavoratori, di deforestazione illegale, incendi dolosi e accaparramento di terre.

Leggi QUI il l'articolo sul blog di Greenpeace Final countdown”, sui produttori di olio di palma

Scarica QUI il report di Greenpeace in formato pdf
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lunedì 19 novembre 2018

FINALMENTE INIZIA IL PROCESSO PARTECIPATIVO SUL FUTURO DELL'INCENERITORE DI SESTO SAN GIOVANNI


Finalmente, dopo che sono anni che lo chiediamo, si arriva a dare voce al territorio e offrire alla cittadinanza la possibilità di prendere parte alla definizione del progetto.
Lo abbiamo sempre chiesto sia con la precedente che con l’attuale giunta, e finalmente è arrivata, in ritardo si intende a giochi ormai fatti, si perché l’abbiamo sempre invocata, non tanto per modificare le grandi opere calate sempre dall'alto ( situazione che è rimasta invariata), ma per innescare un processo che partisse dal basso sulle scelte strategiche che presentano le attuali aree industriali, volevamo che ci fosse una condivisione sul quale futuro avere su quell'area e non intervenire su un’area che dovrebbe inquinare meno, fino a quando non si scoprirà che la tanto invocata tecnologia non crea forme d’inquinamento differenti che ad oggi non vengono rilevate un po’ come successo decenni fa quando si parlava degli inceneritori (tradotti poi in "termo-valorizzatori" per mitigare, apparentemente, i processi inquinanti scoperti).
La conferenza stampa del 15 novembre darà il via ad una serie di incontri (si spera siano almeno tre) e, apparentemente, ad un nuovo modello di sviluppo del percorso partecipativo, coordinati da Nimby Forum, che utilizzerà BioPiattaformaLab si prefigge di sviluppare un processo strutturato e pianificato, che si articolerà in diversi momenti e tavoli di lavoro.
Si vanta di essere un ente indipendente (e questo punto ci convince poco) garantendo trasparenza.
Il primo incontro è previsto per il 26 novembre e il luogo è al momento da definire.
Durante la conferenza stampa si sono ascoltate affermazioni a tratti sconcertanti da parte del presidente della commissione ambiente della regione Lombardia riguardanti l'uso dei fanghi in agricoltura.
Riccardo Pase Presidente della Commissione ambiente  della Regione Lombardia ha presentato il problema dello spargimento dei fanghi in agricoltura :
il problema , spiega Pase, è stata la sentenza del TAR che ha dichiarato non più legittimo lo spargimento dei fanghi se non a livelli così bassi di idrocarburi che non era fattibile il loro uso e che di fatto ha bloccato totalmente il loro utilizzo in agricoltura creando grossissimi problemi in Lombardia e bloccando un’azione che si era consolidata nel tempo.
Con il decreto ministeriale per Genova (ricordiamo che è nato per il crollo del ponte Morandi che contiene anche il condono sugli abusi edilizi di Ischia) si è ottenuta la normalizzazione del problema , di fatto sono stati aumentati "i limiti di legge" dando così la possibilità di utilizzare i fanghi in agricoltura dando così respiro al settore e superando l’emergenza creatasi, emergenza che bisogna superare in maniera strutturale e questo progetto è un fiore all'occhiello in Italia di riconversione di un inceneritore, ponendo ogni realtà locale come responsabile nella capacità di essere in grado di risolvere con il sistema circolare il problema ambientale creato anticipando che regione Lombardia incominci ad incoraggiare e finanziare tali progetti.

Ricordiamo a questa classe politica che non si risolvono i problemi ambientali alzando i limiti e creando di fatto problemi sanitari ma agendo con competenza e programmando azioni atte alla salvaguardia dell'ambiente, concetti forse troppo complessi per una classe politica che è stata completamente incapace negli ultimi 40 anni di affrontare qualsiasi tipo di problema ambientale.


domenica 18 novembre 2018

BUONE NOTIZIE PER IL NATALE 2018 A CASCINA GATTI



La giunta comunale dopo il flop del bando presentato per la copertura dell’evento natalizio 18 che ha visto la partecipazione di un solo un soggetto che si occuperà di piazza Petazzi, ha approvato un programma delle manifestazioni e iniziative con la collaborazione dell’Associazione Sesto Proloco portando avanti un progetto, sullo stile degli eventi previsti per la Festa di San Giovanni, che preveda un Natale diffuso su tutto il territorio.
“Natale in Piazza” a Cascina Gatti prevede l'installazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio e collocato il villaggio natalizio composto da 5/6 casette di legno nella piazza Miglio proprio di fronte a piazza della chiesa.
Eravamo scettici sul bando presentato alcuni mesi fa e i fatti ci hanno dato ragione, forse non avremo un villaggio natalizio di grandi dimensioni, ma comunque vada è sicuramente un bella iniziativa soprattutto perché nata dalla collaborazione di attività del territorio coordinate da Sesto Proloco collaborazione già collaudata con la  positiva esperienza vista in occasione della passata edizione della Festa di San Giovanni che ha raccolto l'apprezzamento e la soddisfazione della cittadinanza.
L’augurio è che il modello nato da un “emergenza” per non lasciare scoperti i quartieri periferici non venga abbandonato a favore di società o grossi gruppi, ma rimanga un modello che sviluppi ed incrementi le attività commerciali del territorio ricreando quell'appartenenza territoriale che alcuni anni fa sembrava sparita, ora spetta a noi a parteciparvi e renderlo importante e a valorizzare un evento per non tornare un quartiere dormitorio nella speranza, che qualche nevicata lo renda unico.

giovedì 15 novembre 2018

NOTE AL P.G.T. DI SESTO SAN GIOVANNI


Come richiesto dall'amministrazione, l'Associazione Sottocorno mercoledì 8 agosto ha presentato all'ufficio protocollo le note al PGT, 40 pagine suddivisi in 21 capitoli che riepilogano in un sunto di tutti i punti che riteniamo importante affrontare per costruire il futuro di questa città ricordando che sono punti presentati in ogni sede o ambito al quale abbiamo partecipato.
L’elaborato presentato non vuole definire nello specifico tutti gli argomenti espressi ma riassumerli in un unico documento per far sì che ci possa essere un confronto e un cambiamento radicale, non nello sviluppo commerciale ma in quello ambientale, strettamente legato alla qualità della vita e di conseguenza allo sviluppo economico della città di Sesto San Giovanni.

Qui sotto l'elenco dei punti presentati:
1) INTERRAMENTO ELETTRODOTTO DI CASCINA GATTI
2) INSTALLAZIONI ANTENNE RADIO BASE
3) PROLUNGAMENTO DI VIA MANIN
4) NO ALLA TANGENZIALINA DI COLLEGAMENTO TRA LA VIA MANIN E LA VIA ADRIANO
5) COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI MILANO PER LA DEFINIZIONE DI UNA VIABILITÀ EXTRA QUARTIERE
6) CHIUSURA INCENERITORE E RIMESSA AREA A BOSCO
7) CHIUSURA CASELLO TANGENZIALE NORD – NO AL RINNOVO DELLA CONVENZIONE CON MILANO SERRAVALLE
8) PIANO DI CONNESSIONE PARCHI CON GIARDINI URBANI
9) ELIMINAZIONE WI-FI NELLE SCUOLE E HOT SPOT PUBBLICI
     9.1) Elenco dei 34 studi scientifici che dimostrano gli effetti biologici al Wi-Fi
10) CREAZIONE SPERIMENTAZIONE LI-FI
       10.1) Funzionamento delle connessioni Li-Fi
       10.2) Sicurezza sulla connessione Li-Fi
       10.3) I vantaggi del Li-Fi
       10.4) I punti critici dell’attuale tecnologia Wi-Fi
       10.5) Sintesi dei punti di vantaggio del Li-Fi
       10.6) Esempi di applicazione dei sistemi Li-Fi nel mondo
11) REVISIONE SERVIZI PUBBLICI ATM SU SESTO SAN GIOVANNI
12) TAVOLO DI SVILUPPO DELLA RETE DI PISTE CICLABILI SU SESTO SAN GIOVANNI
13) VINCOLI URBANISTICI DA APPLICARE SU NUOVE AREE DA EDIFICARE SUL TERRITORIO DELL’AREA METROPOLITANA
14) ANALISI DEI SERVIZI SUL TERRITORIO
15) CONNESSIONI VIABILISTICHE INTERRATE
16) SALVAGUARDIA DEI PARCHI URBANI
17) BANDO PERIFERIE
18) GUERRA AGLI ECOMOSTRI
19) ACQUA POTABILE E DI PRIMA FALDA
20) ZONE CON SOSTA PRIVILEGIATA AI RESIDENTI
21) PROTEZIONE ZONE DI SOSTA PER SCOOTER E MARCIAPIEDI
L'elaborato è stato accettato ed a passato la prima selezione come confermato dalla raccomandata ricevuta dal comune di Sesto San Giovanni ora aspettiamo di ricevere comunicazione sullo stato di elaborazione che tale elaborato può generare insieme a tutte le osservazioni presentate dalla città.  

martedì 13 novembre 2018

ARRIVA IL 5G E PER LA POLITICA NON CI SONO PROVE CHE SIA PERICOLOSO!!!

Dopo aver dato l’ok al 5G in cambio di 5,5 miliardi di Euro adesso è ufficiale che il governo non adotterà misure cautelative per proteggere la popolazione esposta alle irradiazioni del 5G ne adotterà nessuna principio di precauzione su tali esposizioni.
Purtroppo cambiano i governi ma il “modus operandi” non cambia di una virgola, dal 1 gennaio 2019 faremo da cavie per il più grande esperimento sanitario a livello globale, saremo esposti sette giorni su sette per 24 ore al giorno in campi elettromagnetici in alta frequenza (multipli) e cumulativi ai campi in bassa frequenza, all'elettrosmog generato di base da elettrodomestici presenti in ogni abitazione e al campo elettromagnetico terrestre di fondo (al quale ci siamo adattati in migliaia di anni durante la nostra evoluzione) 

Le giustificazioni e rassicurazioni a tale esposizioni sono sempre le stesse, basate sempre sulla stessa superficialità e sugli interessi in gioco, dedotta in base a studi vecchi di vent'anni ad oggi obsoleti e inadeguati per qualsiasi valutazione preliminare sul rischio sanitario che si andrebbe ad incorrere (cancerogeno e ad eventuali malattie correlate), a nulla sembrano servire ricerche condotte da centri di ricerca del National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini.
L’argomento viene affrontato con un corretto spirito critico dal giornalista Maurizio Martucci nell’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano che invitiamo a leggere QUI