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lunedì 19 settembre 2016

15000 NUOVI ALBERI NEL P.M.V.L. ( MA NON A SESTO SAN GIOVANNI )

Notizia importante peccato che non riguardi il parco della bergamella !!!!!!!!

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Circa 15mila nuovi alberi per un importante intervento di recupero ambientale in un’area di circa trenta ettari del Parco della Media Valle del Lambro. La convenzione, firmata tra il Comune e Società Autostrade per l’Italia, prevede il rimboschimento della collinetta artificiale ex Falck, nella zona di San Maurizio. L’accordo ottempera alla necessità di compensare il taglio di essenze che sono state sacrificate ai lavori di ampliamento dell'autostrada, come prescritto da Regione Lombardia.
L'opera sarà interamente finanziata dalla società e permetterà a Cologno di beneficiare della presenza sul proprio territorio di quasi 15mila nuove essenze arboree e arbustive, nella fascia compresa tra via Bergamo e via Falcone e Borsellino.“Il Comune ha fatto presente a suo tempo la propria disponibilità e idoneità a ricevere le opere di compensazione ambientale che Autostrade deve realizzare sul territorio regionale e oggi abbiamo formalizzato questo passaggio - spiega l'assessore all'Ambiente Giuseppe Di Bari - Il valore economico dell’intervento è superiore ai 500mila euro”. L'obiettivo è quello di iniziare la piantumazione il 21 novembre, in concomitanza con la Giornata internazionale degli alberi.


FONTE : ILGIORNO

martedì 13 settembre 2016

SI TORNA A PARLARE DELL’ INCENERITORE DI VIA MANIN E DEL SUO FUTURO


Si riapre a Sesto San Giovanni il dibattito sul forno inceneritore di via Manin. L’altro giorno il sindaco Monica Chittò ha presentato all'Assemblea dei Sindaci dei Comuni del consorzio CoRe un documento che contiene le linee guida per la ricerca di un futuro diverso che porti alla riconversione dell’area di via Manin senza modificarne la destinazione urbanistica.
Nel comunicato del Comune di Sesto S.G. ( leggi QUI ) si legge che le quattro le linee guida presentate sono :
  1. La garanzia dell’occupazione di chi ci lavora
  2. la costruzione di una diversa prospettiva industriale che valorizzi e sviluppi il ruolo di area tecnologicamente attrezzata che già oggi caratterizza la struttura
  3. la piena sostenibilità ambientale di tale prospettiva
  4. il mantenimento dell’aggancio con il teleriscaldamento per arrivare alla dismissione dell’impianto di termovalorizzazione. 
Nella speranza di conoscere quanto prima il progetto di conversione che ad oggi non è mai stato presentato alla cittadinanza ci si augura che non vengano messi davanti alla salute e all'ambiente i soliti interessi economici, e quanto meno si parta con una raccolta differenziata più efficiente.





Leggi qui gli articoli sulla stampa locale



lunedì 12 settembre 2016

FERTILITY DAY ?? - PARLIAMO DELLE CAUSE


il 22 settembre è il giorno dedicato ai problemi della fertilità che ha la nostra società, ma invece di parlare di età e di tutte le polemiche annesse sarebbe bello che si incominciasse a considerare le ricerche scientifiche che da anni stanno analizzando questo problema . ( vedi http://www.fertilityday2016.it/ )

Qui sotto trovate un’importante Review condotta da ricercatori australiani che valuta gli effetti delle radiofrequenze emesse dalla telefonia mobile sulla fertilità maschile.
Su 27 studi presi in considerazione ben 21 riportano chiaramente una correlazione tra esposizione e danno significativo agli spermatozoi.
Cosa ancora più interessante è la dimostrazione di un meccanismo di azione in grado di indurre danno mitocondriale ( lo stesso che si verifica a livello cerebrale con chiaro danno a carico neuronale).
( Analisi fatta dal dott. P.Orio vice presidente Ass. Elettrosensibii )
Pubblicato il 6.9.2016 su The Journal of the Society for Reproduction and Fertility
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REPRODUCTION ADVANCE PUBLICATION FIRST POSTED ONLINE ON 6 SEPTEMBER 2016)
·       REVIEW
THE EFFECTS OF RADIOFREQUENCY ELECTROMAGNETIC RADIATION ON SPERM FUNCTION
Author

Author Affiliations
B Houston, School of Environmental and Life Sciences, University of Newcastle, Callaghan, 2308, Australia
B Nixon, Biological Sciences, University of Newcastle, Newcastle, 2308, Australia
B King, School of Mathematical and Physical Sciences, University of Newcastle, Newcastle, Australia
G De Iuliis, Biological Sciences, University of Newcastle, NSW, CALLAGHAN, 2308, Australia
R Aitken, School of Environmental and Life Sciences, University of Newcastle, Callaghan, 2308, Australia
Correspondence: Brendan Houston, Email: brendan.houston@uon.edu.au
ABSTRACT
Mobile phone usage has become an integral part of our lives. However, the effects of the radiofrequency electromagnetic radiation (RF-EMR) emitted by these devices on biological systems and specifically the reproductive systems are currently under active debate. A fundamental hindrance to the current debate is that there is no clear mechanism of how such non-ionising radiation influences biological systems. Therefore, we explored the documented impacts of RF-EMR on the male reproductive system and considered any common observations that could provide insights on a potential mechanism. Among a total of 27 studies investigating the effects of RF-EMR on the male reproductive system, negative consequences of exposure were reported in 21. Within these 21 studies, 11 of the 15 that investigated sperm motility reported significant declines, 7 of 7 that measured the production of reactive oxygen species documented elevated levels and 4 of 5 studies that probed for DNA damage highlighted increased damage, due to RF-EMR exposure. Associated with this, RF-EMR treatment reduced antioxidant levels in 6 of 6 studies that studied this phenomenon, while consequences of RF-EMR were successfully ameliorated with the supplementation of antioxidants in all 3 studies that carried out these experiments. In light of this, we envisage a two-step mechanism whereby RF-EMR is able to induce mitochondrial dysfunction leading to elevated ROS production. A continued focus on research which aims to shed light on the biological effects of RF-EMR will allow us to test and assess this proposed mechanism in a variety of cell types.

martedì 6 settembre 2016

L’ILVA, IL PREMIER E QUEI DIECI MINUTI CON LA PEDIATRA DELL’I.S.D.E.


Qui sotto riportiamo, con ritardo, una testimonianza su cui riflettere, soprattutto perché sentiamo spesso parlare ( a sproposito ) di applicazione del principio di precauzione, di ambiente, di stili di vita sani ecc……

E’ il racconto della pediatra Annamaria Moschetti durante la visita del premier in Puglia a Taranto, riuscita, con non pochi problemi a parlare al premier, il racconto è pubblicato dal sito inchiostroverde.it , vi invitiamo a leggerlo lasciandovi ogni interpretazione, solo una precisazione è dovuta , ovvero quando fa riferimento ad  “.. una signora, una volta, voleva farmi credere che l’inceneritore faceva venire il tumore ed invece…” la signora in questione è l'oncologa Patrizia Gentilini, che Renzi, che , in un dibattito televisivo ha definito "apprendista alchimista". 



Si perché i termovalorizzatori ( ovvero gli inceneritori !!!!!) secondo lui non fanno venire i tumori 

 

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Cercherò di farvi un resoconto il più dettagliato possibile del mio colloquio con Renzi che si è svolto in maniera riservata. Sono stati dieci minuti circa e spero di essere stata efficace. Scriverò quello che ricordo il più puntualmente possibile. Non sempre userò le parole esatte del colloquio, che non posso riportare come se fossero registrate, o forse l’esatto ordine cronologico degli argomenti trattati, ma i contenuti sono riportati il più fedelmente possibile. Questa nota è pubblica. Se ci sono inesattezze Renzi potrà intervenire. ……………….( leggi QUI l’articolo completo )



domenica 4 settembre 2016

DETONAZIONI ED INCENDIO DOLOSO ALLA RSA DEL QUARTIERE ADRIANO - SIAMO AL DEGRADO

Domenica 4 settembre alle 17,15 circa si sono udite tre forti esplosioni provenienti dalla RSA abbandonata e lasciata dismessa dal grp Pasini  ( proprio di fianco all'elettrodotto ) hanno animato la domenica nelle vie adiacenti ( le detonazioni si sono sentite benissimo anche nelle vie Livorno, Sottocorno e Marx a Sesto S.G.) a neanche un mese di distanza dalla violenza sessuale subita da una ragazza all'interno della stessa struttura.

   



Abbiamo , più di una volta segnalato il problema alle istituzioni chiedendo oltre ad un maggior controllo anche una soluzione provvisoria per questa struttura che dopo la chiusura di Adriano 60 è diventato il nuovo centro di raccolta di immigrati e sbandati.
Avevamo chiesto di eliminare la recinzione e tagliare erba e arbusti in modo da permettere un controllo più veloce , di eliminare i ponteggi e chiudere gli accessi ai piani superiori ma sembrano azioni improponibili.
Quello di oggi a differenza di qualcuno, non riteniamo sia la bravata di alcuni ragazzi che sparano petardi ma un qualcosa di organizzato, le detonazioni che si sono udite oggi erano state inizialmente considerate da molti come l'esplosione di bombole di gas, causa successivamente esclusa dalle forze dell'ordine, secondo noi non possono essere attribuite a dei semplici petardi.

Per essere corretti, il maggior controllo della zona la si è vista solo nel periodo pre-elettorale dopo di che il nulla.

URGE UNA SOLUZIONE 

sabato 30 luglio 2016

ELETTRODOTTO DI VIA SOTTOCORNO : FINALMENTE SI MUOVE QUALCOSA !!!!!

E' di venerdì 29 luglio la pubblicazione all'albo pretorio del comune della partecipazione del Comune di Sesto San Giovanni al Bando per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane decisa con una delibera della giunta comunale 


ed è con piacere vedere ed annotare che finalmente qualcosa si sta muovendo, la partecipazione ad un bando è sempre stata una proposta nella quale credevamo ( fin dal 2012 )  e finalmente vediamo che anche il comune incomicia a crederci. 
Nella relazione si lega indissolubilmente il problema dell'elettrodotto con la creazione del parco e il problema urbanistico generato da una scelta assurda come quella di NON interrare di fianco ad una futura RSA e ad un quartiere già esistente.

Il consiglio direttivo dell'Associazione Sottocorno non può che esprimere soddisfazione per un passo sicuramente importante ( anche se è chiaro che siamo solo nella fase di richiesta e non è stato ancora accettato ).

Non escludiamo che si possa fare anche di meglio, ma finalmente si può vedere un passo e un documento  ufficiale degno di nota, dopo anni. 

martedì 26 luglio 2016

SOLIDARIETÀ' ALL' ALP DI COLOGNO M. - CONFLITTO DI INTERESSI E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE



L’Associazione Sottocorno ESPRIME piena solidarietà all'Associazione Lorenzo Perrone e al suo Presidente Riccardo per il grave gesto che hanno dovuto subire venerdì 22 luglio commentando l'articolo apparso sul Corriere della Sera ( leggi QUI l'articolo ) con un post rimosso IN MENO DI 1 ORA DALLA SUA PUBBLICAZIONE,  ricordiamo che la libertà di pensiero è una libertà riconosciuta da tutte le moderne costituzioni, ad essa sono inoltre dedicati due articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e nella Costituzione Italiana  viene sancito dall'articolo 21.

Non troviamo nessun riferimento ai reati di ingiuria, calunnia, diffamazione, vilipendio, istigazione a delinquere ecc.. tali da giustificare la rimozione del post, certo  viene evidenziato un evidente conflitto d'interessi, ma ci sarebbe parso più corretto richiedere  eventualmente una precisazione su alcune affermazioni, come del resto la stessa associazione ha fatto ieri, fortunatamente siamo riusciti a copiarlo e re-inviarlo all'autore in modo che potesse ripubblicarlo, ve lo proponiamo in ogni sua parte senza nessuna CENSURA.
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Post originale dell'Associazione ALP di Cologno Monzese di venerdì 22 luglio 2016 ore 10:00

Il Corriere della Sera intervista Antonio Capone per "smontare" la tesi di Chiara Appendino, sindaca di Torino, sulla presunta nocività del wi-fi per i bambini. Ma chi è Capone? Un Oncologo? Un neurologo? No! È un docente del Politecnico di Milano che insegna Progettazione delle Reti Informatiche. Inoltre è fondatore della società MobiMESH (spin-off del Polimi) che costruisce reti. Il professor Capone, infine, e vanta numerose presenze (probabilmente retribuite profumatamente) come relatore ai convegni TIM e Vodafone. Insomma, annega nei conflitti di interesse e sicuramente non è una persona credibile quando afferma: "così di alimentano fobie ingiustificate". Alla faccia del principio di precauzione! Il problema, comunque, è che Capone fa il suo mestiere, il Corriere no!

FONTE : PAGINA FACEBOOK ALP




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L’Associazione Sottocorno, in relazione all'articolo uscito è vicina  al sindaco di Torino ( come già fatto a suo tempo con il sindaco di Borgofranco ) per la corretta decisione di voler tutelare la popolazione applicando il principio di precauzione, soprattutto per le fasce più deboli su un problema come quello dell'esposizione ai campi elettromagnetici ( in bassa e alta frequenza ) lungi da poter essere definito innocuo.

Ricordiamo inoltre che la correlazione tra campi elettromagnetici e tumori, leucemie problemi cardiovascolari , problemi neuro-degenerativi etc.. viene riproposta da più ricercatori ( anche italiani ) indipendenti , nel nostro piccolo, quando riusciamo pubblichiamo le ricerche svolte in merito ( vedi link : QUI ) non ci limitiamo a sentire o commentare esperti più o meno competenti, inutile dire che tali ricerche sono in forte contrasto con gli articoli molto rassicuranti che vari giornali e politici occasionalmente ripropongono ogni volta, soprattutto a fronte di un quadro normativo nazionale che consideriamo discriminatorio e NON CAUTELATIVO.
Crediamo che sarebbe stato più corretto, soprattutto per un giornale come il Corriere della Sera, trovare un biologo, un oncologo o un ricercatore che, con merito, potesse commentare i risultati ottenuti ad esempio dal laboratorio dal CNR di Bologna o dall'istituto Ramazzini, o commentando una delle tante ricerche indipendenti pubblicate in questi ultimi anni

lunedì 25 luglio 2016

QUARTIERE ADRIANO : RISARCIMENTO RECORD DI 25 MILIONI PER LE MANCATE OPERE DI URBANIZZAZIONE

Bella notizia apparsa oggi sul Corriere della Sera , vorremmo fosse di buon auspicio e portasse anche il comune di Sesto a procedere ed intraprendere la stessa iniziativa per incassare i 10 milioni di euro depositati come fideiussioni da cooperative e costruttori per le mancata realizzazione del quartiere nell'area PII Marelli Cascina San Giuseppe proprio l'area adiacente al quartiere Adriano.
Ma bisognerebbe avere capacità e competenza, e soprattutto coraggio, quel coraggio che serve ad ammettere e rivedere un progetto già fallito in partenza che magari porti ad avere una nuova area verde, molto verde, che riporti vivibilità in un area abbandonata da decenni, oltre ad utilizzare una parte di quelle risorse per risolvere un problema della città come quello del mancato interramento dell'ELETTRODOTTO.


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Due a zero per il Comune nella lunga battaglia sul quartiere Adriano: per la seconda volta in pochi mesi il Tribunale civile ha dato pienamente ragione a Palazzo Marino per il mancato compimento delle opere di interesse pubblico nel quartiere Adriano da parte delle società Città Verde, Centro Edilmarelli, Edilfattura e Angelo Pasini, condannando Atradius Credit Insurance al risarcimento di 17 milioni di euro a favore dell’amministrazione. Una cifra, quella che dovrà versare la società assicurativa con cui il gruppo edile aveva stipulato delle fideiussioni, che si aggiunge ai 7,6 milioni già dovuti in base alla sentenza dello scorso aprile, per un totale di quasi 25 milioni di euro. Il contenzioso, durato ben quattro anni, riguardava la mancata realizzazione di una residenza universitaria, di una residenza sanitaria per anziani, di un parco, di opere di urbanizzazione — primaria e secondaria — oltre all’incompiuto recupero della Cascina San Giuseppe.   ( Leggi QUI l'articolo completo di Paola D'Amico )


FONTE : CORRIERE DELLA SERA ED. MILANO

martedì 19 luglio 2016

VASCA DI LAMINAZIONE AL PARCO NORD - I CITTADINI SCRIVONO ALLA GIUNTA SALA

Non possiamo che condividere dando la nostre solidarietà alla lotta portata avanti contro un progetto che quasi sicuramente non eliminerà il problema creato dal fiume Seveso,  creandone sicuramente uno ben più grave di tipo sanitario ed ambientale.

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Una lettera aperta agli assessori di Milano Granelli e Maran per dire ancora una volta “no” alla costruzione della vasca di laminazione all'interno del Parco Nord Milano. I cittadini che in questi giorni stanno portando avanti la battaglia hanno mandato questa missiva alla giunta Sala.
“I cittadini si oppongono alla realizzazione della vasca di laminazione nel Parco Nord. La distruzione di 4 ettari di boschi e biodiversità che porterà all’impermeabilizzazione di una delle sempre più rare porzioni di suolo libero e filtrante, per la costruzione di una vasca di 250.000 m³, profonda 10 metri, a 30 metri dalle abitazioni di un popoloso quartiere, di asili, parchi giochi e scuole, non può essere una soluzione”, si legge nella lettera.
Ecco tutto il testo:
I cittadini si oppongono alla realizzazione della vasca di laminazione nel Parco Nord. La distruzione di 4 ettari di boschi e biodiversità che porterà all’impermeabilizzazione di una delle sempre più rare porzioni di suolo libero e filtrante, per la costruzione di una vasca di 250.000 m³, profonda 10 metri, a 30 metri dalle abitazioni di un popoloso quartiere, di asili, parchi giochi e scuole, non può essere una soluzione.
Si potrebbe, e ormai dovrebbe (Legge regionale n°4 del 15 marzo 2016) applicare su tutto il territorio regionale l’invarianza idraulica, si potrebbe e dovrebbe (siamo sanzionati dalla Comunità Europea) depurare le acque del Seveso e convogliarle nel Ticino (che non le vuole perché troppo inquinate), senza più alcun bisogno di realizzare le vasche. Negli scorsi mesi (e stiamo continuando) abbiamo raccolto circa 2400 firme contro la realizzazione della vasca nel Parco Nord. Tra i firmatari ci sono moltissimi cittadini di Milano (Niguarda, Bruzzano, Prato Centenaro), che hanno compreso come il Parco Nord sia un’inestimabile risorsa per tutti. Nessuno vuole rinunciare a 4 ettari di ricchezza naturale, di benessere, di buona qualità dell’aria, di schermo dall’inquinamento atmosferico.
Anche questi cittadini, come i bressesi e gli altri abitanti dei Comuni del Parco Nord, sono consapevoli che gli effetti devastanti della realizzazione della vasca nel Parco coinvolgeranno tutto il Nord Milano, che verrà danneggiato da un’aria fortemente inquinata da una miscela di pericolose sostanze volatili in decantazione ed evaporazione per giorni nella vasca, dal consumo di 4 ettari di suolo libero filtrante, la cui vegetazione rigogliosa aumenta esponenzialmente la capacità di assorbimento dell’acqua piovana. Tutti questi cittadini hanno compreso come questa vasca non risolverà il problema delle esondazioni perché sacrificherà un’area verde impermeabilizzandola senza affrontare il problema in modo lungimirante e strutturale.
Tutti questi cittadini chiedono al Sindaco Sala di considerare l’importanza del territorio e delle periferie, come sottolineato nel suo programma, evitando un intervento che danneggerà irreversibilmente un’area regionale protetta dei cui benefici usufruisce tutto il Nord Milano, e che non risolverà il problema delle esondazioni del Seveso. Chiedono al Sindaco di imbracciare la prospettiva più moderna ed efficace, indicataci dalla Comunità Europea, che indica come unica strada percorribile quella della depurazione delle inquinatissime acque del Seveso in modo che esse possano essere convogliate nel Ticino, di favorire l’applicazione delle buone pratiche di gestione dell’acqua piovana, che consentono di raccogliere pari volumi d’acqua senza devastare il territorio, di non rispondere ai danni di una intensiva cementificazione con altro cemento in un Parco Regionale protetto.
I cittadini vogliono inoltre far presente come l’area di progetto, spesso definita da chi non la conosce come degradata, sia invece rigogliosa, curata e cresciuta nel tempo secondo i precisi criteri di piantumazione e adesione al protocollo di Kyoto. Gli assessori che sostengono questo progetto parlano di compensare l’abbattimento di migliaia di alberi e di un ricchissimo ecosistema cresciuto negli anni concedendo altrettanto verde al Parco Nord. I cittadini rifiutano la logica delle compensazioni e sottolineano l’importanza della salvaguardia del verde esistente e protetto che non potrà in alcun modo essere sostituito da un qualsivoglia numero di piante piantumate altrove nel Parco.
Ribadiamo quindi il nostro no alla vasca di laminazione e il nostro no alla sua costruzione nel Parco Nord. L’esperienza e le considerazioni dei cittadini coinvolti dalla realizzazione del progetto (non solo bressesi, ma di tutto il Nord Milano) non possono essere ignorate imponendo quest’opera dall'alto, tanto più nella nuova ottica della Città Metropolitana.

venerdì 15 luglio 2016

INCENERITORE DI SESTO SAN GIOVANNI - COMUNICATO STAMPA

In risposta ad un comunicato stampa uscito nei giorni scorsi che ci vede citati ricordiamo che NON siamo un comitato ma bensì un’ASSOCIAZIONE di liberi cittadini svincolati da qualsiasi logica partitica, e purtroppo possiamo solo segnalare che in questi ultimi cinque anni NESSUN PROGETTO per la chiusura dell’inceneritore è stato presentato.


Quando parliamo di un progetto, non parliamo dei proclami fatti a mezzo stampa o di "post" pubblicati su blog o pagine Facebook, ma di progetti reali dove si definiscono i costi e dove trovare le risorse, si analizzano i tempi di esecuzione ed eventuali impatti lavorativi, si identificano aree idonee , programmando passo a passo il passaggio dall'incenerimento al riciclaggio con una raccolta differenziata realmente efficiente ( non solo sulla carta ), incominciando, FINALMENTE , a ridurre la quantità di rifiuti inceneriti .

Un passo importante sarebbe stato riconoscere la nocività di tali impianti, ma anche questo non è stato fatto.
Ad oggi tutto questo non è successo, anzi, mentre in questi anni la quantità di rifiuti è diminuita a causa della crisi economica,  il “consorzio” si è aperto ad altri comuni per mantenere costante le stesse quantità di rifiuti inceneriti, e questo atteggiamento non ci sembra rientri in quella programmazione che PORTA ALLA SUA CHIUSURA.

Ora, al 2019 istituzionalmente  manca poco tempo , e se ci sono voluti quattro anni per far approvare un appalto per la raccolta dell’umido e il conseguente aumento della raccolta differenziata  non riusciamo a vedere "un passo in avanti" ma, semmai , un ritardo che non vorremmo fosse la giustificazione che portasse poi a prendere soluzioni “urgenti “ ( come spesso accade con il problema dei rifiuti) per cui con una buona pressione psicologica volto a far pensare che senza inceneritore si vivrebbe in mezzo a montagne di rifiuti con i topi che scorrazzano , si riproporrebbe un nuovo impianto , magari più potente ( ad esempio da 100.000 tonn./annui ).
La soluzione ci è già stata presentata in questi anni nei vari incontri “tecnici” che abbiamo avuto in comune , sempre presentata e sostenuta "come una valida soluzione".

La futura giunta sarà chiamata a risolvere questo, come altri problemi , ma non ci pare siano state prese, ne tanto meno fatti, passi in avanti e ci sorprende che ad un richiamo in un post, volto più a complimentarsi della coerenza politica tenuta da una consigliera di opposizione , riceviamo una risposta per mezzo di un comunicato stampa.

Ribadiamo che ad oggi dalle istituzioni preposte NESSUN PASSO E’ STATO FATTO PER LA CHIUSURA e crediamo invece che ci sia un forte ritardo, se oggi tutte le forze politiche sembrano essere concordi rappresenta sicuramente un buon inizio , ma è nelle sedi istituzionali opportune che bisogna incominciare a lavorare tutto il resto è tempo perso.

" PUOI DIRE QUELLO CHE VUOI MA SEI QUELLO CHE FAI "



Consiglio Direttivo dell’Associazione di via P.SOTTOCORNO
via P.Sottocorno 18 - 20099 - Sesto San Giovanni (Milano)