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mercoledì 26 agosto 2015

UN TRIBUNALE FRANCESE RICONOSCE LA ELETTROSENSIBILITÀ

QUI trovate la copia del verdetto del tribunale :  tribunal du Contentieux de l'incapacité de Toulouse secondo il quale viene riconosciuta la incapacità dell'85% di una donna 39enne che aveva fatto ricorso dopo decisione negativa  dell'ente statale francese per la disabilità.

FONTE : RETE NO ELETTROSMOG

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SINDROME DA ONDE ELETTROMAGNETICHE - PENSIONE DI INVALIDITÀ A UNA DONNA

Per la prima volta a Tolosa riconosciuto il danno per la controversa patologia per cui non ci sono prove scientifiche. Soddisfazione delle associazioni

Il tribunale per i contenziosi per invalidità di Tolosa, ha dato ragione alla donna che aveva fatto ricorso contro il rifiuto della sua richiesta di pensione d’invalidità.
Alla 39 enne è stato riconosciuto un deficit funzionale dell’85% e quindi un contributo di 800 euro al mese per 3 anni, eventualmente rinnovabile. Lei, ex documentarista e drammaturga, oggi vive isolata ( come molti elettrosensibili ) sulle montagne dei Pirenei, senza elettricità.


Leggi QUI l’articolo della Redazione Salute online del CORRIERE DELLE SERA 

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PRECISAZIONI DA PARTE DELL'ASSOCIAZIONE ELETTROSENSIBILI ITALIANA 

Operiamo da anni con l’apporto e la consulenza dell’Ass.Elettrosensibili per cui riportiamo qui con piacere , le considerazioni fatte dalla Ass.Elettrosensibili a completamento di quella informazione apparsa in questi giorni su giornali e TV .
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Staff Associazione di via P.SOTTOCORNO
via P.Sottocorno 18 - 20099 - Sesto San Giovanni (Milano)

"Sono però d’obbligo alcune considerazioni nonchè una precisazione, che esponiamo a seguire.
La malattia viene definita “controversa” per la mancanza di prove scientifiche.
In realtà le prove scientifiche dei danni provocati dai CEM (campi elettromagnetici), soprattutto quelli in alta frequenza, esistono da molti anni e sono numerose.
L’esempio più classico sono i danni descritti nel lontano 1950 dai ricercatori russi che identificarono la cosiddetta “malattia da microonde” in soldati e operai sottoposti ad una esposizione professionale giornaliera a radiofrequenze (RF) e apparecchiature a microonde.
Ciò che invece manca è una chiara conoscenza della patogenesi della malattia ed a questo proposito bisogna sottolineare che numerosissime sono le malattie anche comuni per le quali non esiste una patogenesi certa (malattie autoimmuni, epilessia, ecc.), che, nonostante ciò, vengono riconosciute come tali e trattate al meglio delle possibilità terapeutiche.

E, seppur esistano in proposito chiare evidenze scientifiche provenienti da studi indipendenti (non quindi sovvenzionati dalle compagnie telefoniche) e rese note da tempo, nessuno si sta preoccupando di ridurre la esposizione dei bambini, che anzi stanno venendo incessantemente irradiati dalle microonde degli onnipresenti dispositivi Wireless, ora ampiamente utilizzati anche nelle scuole (nelle quali è obbligatoria l’installazione di reti Wi-Fi per la gestione delle attività).
Viene dunque da chiedersi quanti malati di Elettrosensibilità dobbiamo aspettarci in un futuro non troppo lontano, considerati l’abuso che si sta facendo della tecnologia wireless ed il numero sempre crescente di ripetitori della telefonia mobile che stanno venendo installati in prossimità delle abitazioni.
http://sante.lefigaro.fr/actualite/2014/04/17/22237-premiere-indemnisation-pour-electrosensibilite]
Soprattutto a rischio sono i bambini, molto più suscettibili ai danni da CEM rispetto agli adulti.
Basandosi sulle attuali conoscenze, pare che la malattia abbia tra le cause principali una esposizione ai CEM ripetuta nel tempo anche a dosi non elevate, oltre alla esposizione acuta a dosi massicce.
Ricollegandosi al discorso precedente, bisogna altresì chiedersi come lo Stato potrà gestire una simile emergenza sanitaria, considerato che tutti i soggetti colpiti saranno, oltreché dei malati molto sofferenti, anche degli inabili al lavoro bisognosi di una pensione di invalidità come la donna citata nell’articolo.
Infine vogliamo fare una precisazione. Questo parrebbe non essere il primo caso in Francia, poiché, secondo quanto riporta il giornale “Le Figaro”, una sentenza simile è stata emessa nel 2014, ed al seguente link potete trovare l’articolo originale de “Le Figaro-Santé” datato 17 aprile 2014:  http://sante.lefigaro.fr/actualite/2014/04/17/22237-premiere-indemnisation-pour-electrosensibilite]