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giovedì 12 dicembre 2013

ELETTRODOTTO RIZZICONI, NON SI FERMA LA PROTESTA

Il sinologo veneziano Scarpari  guida la mobilitazione dei cittadini: «C'è pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente»


MESSINA – Non si fermano le proteste contro la realizzazione dell’elettrodotto Sorgente Rizziconi nella zona tirrenica del messinese, dopo Pace del Mela, Serro e Rocca Valdina anche i residenti di Venetico Superiore si sono mobilitati da diverse settimane per dire no all’ultimazione della struttura e sono insorti contro Terra. Il comitato di cittadini, guidato da un veneziano il professore Maurizio Scarpari, sinologo di fama internazionale che da anni passa le sue vacanze nel bel borgo da fiaba, sono agguerriti e nei giorni scorsi hanno messo in atto una fiaccolata per manifestare contro l’opera. “Da anni passo diversi mesi qui – spiega Scarpari – , questo era un posto fantastico e tranquillo. Mi sono reso conto qualche mese quando ho visto il pilone installato da Terna del pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Qui i residenti non sapevano nulla e appena si sono accorti che la struttura passava in mezzo al centro cittadino e non dietro la collina si sono allarmati. E’ sotto gli occhi di tutti anche l’impatto ambientale pazzesco di questa struttura, che distrugge un paese storico. I danni si vedranno tra 10 o 20 anni quando i bambini di oggi che hanno tra l’altro, un campetto di calcio vicino al traliccio risentiranno di problemi di salute come è possibile vista la vicinanza di questa struttura. Terna non ha mai risposto alle nostre richieste e ci ha ignorato rimanendo sulle sue posizioni”.

DENUNCIA 170 PERSONE – “Noi così abbiamo presentato una esposto firmato da 170 abitanti alla Procura della Repubblica per ‘l’invasione’ di Terna nel nostro comune senza avvertire prima i cittadini. E’ chiaro a tutti che questo progetto non interessa la Sicilia, ma è solo una pedana di lancio per l’Africa, un progetto che interessa i produttori di energia europei che venderanno energia altrove. Noi non avremo nessun beneficio, ma il prezzo lo pagherà il nostro territorio. Stanno distruggendo un paese che ha una vocazione turistica con reperti architettonici e artistici unici e creeranno problemi alla salute. E non è un caso secondo me che sono tre i ministeri coinvolti nella fase autorizzativa quello dell’Ambiente, dello Sviluppo e dei Beni culturali, ma manca quello che dovrebbe essere il primo ad essere interessato: quello della Salute. Noi comunque, abbiamo scritto formalmente anche al ministero dell’Ambiente spiegando le nostre ragioni e speriamo che obbligherà Terna a fare una variante che non costa niente e che salverebbe un paese, spostando tutto dietro la collina. Il comitato chiede a Terna solo che sia modificato il tracciato riprendendo quello vecchio senza creare nessun impatto ambientale. E anche l’attuale amministrazione comunale, ha deciso nelle scorse settimane di proporre una variante all'azienda e a tutti gli enti interessati”. ( leggi QUI l’articolo  completo ).