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martedì 14 ottobre 2014

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO , CERVARO: UN PAESE IN LOTTA PER LA SALUTE

Non si potrà mai sottolineare a sufficienza il ruolo delle amministrazioni e comunità locali, impegnate a salvaguardia dell’ambiente e della salute contro i progetti predatori delle grande imprese spesso sostenute dal governo centrale. E’ questo un dato generalizzato, che possiamo osservare in tutto il mondo, dalla Cina alle battaglie delle comunità indigene in America Latina e nel resto del mondo, dalle mobilitazioni in Sardegna contro il cosiddetto Progetto Eleonora, che porterebbe alla devastazione di un ampio territorio circostante la città di Arborea, alle lotte della popolazione valsusina contro il progetto del Tav, ecc.
Oggi voglio parlarvi di un piccolo comune del Lazio, Cervaro in provincia di Frosinone, dove laTelecom vorrebbe installare una mega-antenna a 45 metri di distanza da una scuola materna e a 100 metri di distanza da una scuola elementare. I residenti hanno ottenuto una prima vittoria, con l’adozione da parte del sindaco di un’ordinanza, la n. 45, che blocca i lavori. Ma la Telecom appare intenzionata a ricorrere al Tar e l’esito della vicenda si presenta incerto.
( leggi QUI l'articolo completo di Fabio Marcelli )

lunedì 13 ottobre 2014

L'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO A SAN SILVESTRO È AUMENTATO DOPO IL PASSAGGIO AL DIGITALE TERRESTRE

L'associazione No elettrosmog - cittadini e genitori di San Silvestro Colle denuncia che i valori dei campi elettromagnetici, dopo il passaggio al digitale terrestre del maggio 2012, sono aumentati.
Lo spegnimento degli impianti analogici non ha portato benefici in termini di emissioni e i valori registrati dall'Arta sono addirittura cresciuti.
Le misurazioni prese in esame sono state effettuata dall'Agenzia regionale per la tutela ambientale lo scorso 7 ottobre 2014

FONTE : pescaranews.net

FONTE : ilpescara.it

domenica 12 ottobre 2014

INCENDIO INCENERITORE DI TREZZO SULL'ADDA

E SE SUCCEDESSE QUI, ALL'INCENERITORE DI VIA MANIN  POSTO AL CENTRO DI UNA ZONA URBANIZZATA COME SESTO SAN GIOVANNI E COLOGNO MONZESE QUALI CONSEGUENZE CI SAREBBERO PER LA CITTADINANZA ? 
ESISTONO PROTOCOLLI DI EMERGENZA PER METTERE IN SICUREZZA LA POPOLAZIONE  ? E CHE TEMPI DI RISPOSTA AVREBBERO ORE O GIORNI DALL'EVENTO ?
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Trezzo sull'Adda, 10 ottobre 2014 - Ansia. Il giorno dopo l’incendio all'inceneritoreTrezzo e dintorni restano col fiato sospeso in attesa del verdetto delle centraline dell’Arpa, al lavoro da quando è scoppiato il rogo, martedì. I rilevatori, nelle vicinanze del “camino”, stanno registrando giorno e notte le sostanze presenti in atmosfera. «Cosa abbiamo respirato?» è la domanda che assilla Danilo Villa e Vittorio Mapelli, alla guida dei Comuni di Trezzo e Grezzago, e gli ambientalisti, da sempre in prima linea nelle battaglie contro il forno Falck. La risposta arriverà dai tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale dopo l’analisi dei dati.

L'incidente, il più grave che si sia mai verificato all'interno dell’impianto di via Pastore, ha riacceso la polemica sulla convivenza con il termovalorizzatore. Fra studi epidemiologici, raddoppi mancati e temuti, ora i sindaci hanno un motivo in più per recriminare: i ritardi con cui sono stati avvisati. Li hanno svegliati in piena notte, ma le 17 tonnellate di frazione secca avevano cominciato ad andare a fuoco quasi dieci ore prima, alle 15.45. Gli ecologisti attaccano: «Non è la prima volta che si verificano problemi, il tema è sempre lo stesso: la mancanza di sicurezza in strutture di questo genere. Sulla carta è tutto a posto, ma nella realtà gli incidenti capitano», spiega Fabio Cologni del Wwf. Intanto la Commissione intercomunale di sorveglianza si è messa al lavoro, l’incendio sarà analizzato nei minimi dettagli, mentre i display a cristalli liquidi del piazzale dei pullman a Trezzo proiettano di ora in ora i dati sulla concentrazione di inquinanti nell'aria. 
Mapelli ha ricevuto rassicurazioni, ieri mattina: «La nube di fumo sprigionata dalle fiamme sarebbe rimasta sopra il deposito, ma il condizionale è d’obbligo - sostiene il sindaco -. L’incidente arriva in concomitanza coi primi dati informali dell’ultimo studio commissionato dalle Asl (sono tre quelle coinvolte, Melegnano, Monza e Milano) sull'impatto del forno Falck. Sono aumentate le vendite di farmaci per malattie respiratorie a carico di chi abita nei pressi del camino.
Le prime case si trovano a 500 metri in linea d’aria. Gli esperti ci diranno anche dell’incidenza dei ricoveri e delle malattie cardiovascolari». L’obiettivo è valutare se esiste un legame fra patologie e smaltimento dei rifiuti.
FONTE : ILGIORNO

sabato 11 ottobre 2014

LUCCA - ELETTRODOTTO, IL COMITATO: “SUBITO RIDUZIONE EMISSIONI”

Il Comitato 2005 che da anni si batte contro l’elettromagnetismo prodotto dall’elettrodotto La Spezia-Acciaiolo nelle frazioni di Formentale, Farneta, Maggiano e Nozzano San Pietro, ha scritto all’assessore all’ambiente, Francesco Raspini, inviando la relazione Terna relativa alla messa in atto di attività di risanamento e nuovo assetto della rete elettrica ad alta tensione nei Comuni di Lucca e Borgo a Mozzano che prevedeva, nel 2006, un abbassamento dei valori del elettromagnetici sotto la soglia degli 0,2 microtesla con l’ausilio, nelle parti ove non fosse stato possibile, di particolari schermature. A partire da questo fatto il comitato richiede "l’attuazione di iniziative che il Comune stesso vorrà urgentemente mettere in campo per applicare le norme dell'accordo in oggetto - limite massimo di 0,2 microtesla - anche alle abitazioni disseminate lungo il percorso dell'elettrodotto 380mila volts La Spezia Acciaiolo esistente".

"In data 18 luglio 2014, sotto richiesta del comitato - spiegano - il Comune di Lucca aveva già inoltrato a Terna una nota in cui, in ossequio al principio di cautela e prevenzione e soprattutto di uguale tutela della salute di tutti i cittadini, veniva richiesto un abbassamento di 0,4 microtesla, valore che da tempo il comitato ritiene il livello massimo accettabile".  Dice il presidente nella comunicazione: "Evidentemente, a tale data, la nostra amministrazione aveva ritenuto doveroso formulare tale richiesta in ossequio al principio sacrosanto di cautela e prevenzione e soprattutto di uguale tutela della salute di tutti i cittadini - che non è apparsa dello stesso tenore nella risposta del sindaco alla nostra reiterata richiesta nel corso dell'incontro dell'1 ottobre in sala degli specchi. In relazione a quanto sopra vogliate quindi cortesemente aggiornare i cittadini in merito alle azioni concrete che il Comune di Lucca ha in corso o che intende intraprendere subito - compresa la richiesta di monitoraggio Arpat presso le abitazioni - nelle more della eventuale demolizione del tratto di linea elettrica che ci riguarda, come previsto dal progetto Terna".

martedì 7 ottobre 2014

ALBERI CONTRO L'INQUINAMENTO

Le foglie assorbono gli inquinanti dall'aria, riducendo la gravità e l'incidenza delle malattie respiratorie


Tagliare gli alberi fa male in molti modi. Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata su Environmental Pollution, le foglie rimuovono diversi inquinanti che ammorbano l'aria e salvano così centinaia di vite all'anno.
 AL VERDE SI RESPIRA MEGLIO. Lo studio è partito dai dati sulla copertura boschiva degli Usa e da quelli relativi alla capacità delle specie lì presenti di ripulire l'aria da polveri sottili (Pm2,5), ozono e biossidi di azoto e zolfo. Le elaborazioni (i modelli) mostrano che gli alberi riducono di circa l'1 per cento la concentrazione dei principali inquinanti: una cifra solo apparentemente bassa, che invece è sufficiente a salvare 850 vite ogni anno, oltre a evitare 670.000 malattie respiratorie acute (attacchi di asma, bronchiti e così via). I dati non sono uniformi per l'intero territorio considerato dallo studio, perché dipendono dalla densità di verde e da quella abitativa. Certamente però l'effetto è più marcato nelle città. «Con oltre l'80 per cento della popolazione che vive in aree urbane, lo studio sottolinea quanto sono importanti gli alberi per la salute dei cittadini», ha detto Michael Rains, direttore del Servizio forestale di Syracuse, (New York), che ha condotto lo studio. Gli esperti hanno infine valutato l'aspetto economico, stimando che la copertura boschiva negli Usa fa risparmiare ogni anno circa 7 miliardi di dollari, legati ai costi dell'inquinamento.
QUALI PIANTARE? Altri studi in passato avevano individuato un effetto protettivo degli alberi nei confronti delle principali malattie respiratorie e in particolare dell'asma nei bambini. Non tutte le piante però sono ugualmente efficaci. Fra le specie che vivono anche in Italia, le più utili sono i pini, gli aceri, i frassini e le betulle.


FONTE : FOCUS.it

sabato 4 ottobre 2014

ABOLIZIONE LEGGE GASPARRI E TUTELA CONTRO L'ELETTROSMOG

Qui sotto pubblichiamo la petizione lanciata da Comitato No Antenne Pedavena (Italy) che invitiamo a leggere e a sottoscrivere sul sito :
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Al Ministero dell’Ambiente, dell’Istruzione, della Salute e dello Sviluppo Economico
In data 27 dicembre 2013 , nel terreno di un privato cittadino del Comune di Pedavena , Belluno, alle porte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, in una zona ad alta densità abitativa, vicino ad una scuola dell’infanzia ed alla biblioteca civica, veniva installata un’antenna Telecom “BU-33” per trasmissione dati (4G) contro la volontà della popolazione (erano state raccolte 800 firme in quattro giorni nell’autunno 2012) e contro la volontà dell’amministrazione comunale che , in tal senso, aveva deliberato all’unanimità.
Delibera successivamente impugnata da Telecom per abuso di potere tramite ricorso al T.A.R., ma vinta dallo stesso comune di Pedavena nell’estate 2013.
Ciò è potuto avvenire solo in ottemperanza al dettato del Decr. Legisl. 259/2003  (Legge Gasparri).
In tutta Italia esistono crescenti e numerosi esempi di opposizione a questo tipo di installazioni in primis per motivi di salvaguardia della salute pubblica e della tutela del paesaggio, non ultimo dell’interesse puramente economico legato al diritto di godimento di una proprietà.
Ritenendo non indispensabile l’investimento di milioni di euro per la realizzazione di questi apparati tecnologici, senza tener conto che lo IARC (International Agency for Research on Cancer) nel 2011 ha classificato i campi elettromagnetici di radiofrequenza come possibili cancerogeni di “classe 2B” ,e soprattutto, avendo ben presente l’Appello di Friburgo del 2002 redatto e sottoscritto da un gruppo internazionale di medici e studiosi tra i più stimati nel mondo scientifico
CHIEDIAMO
 Il rispetto del principio di precauzione (di cui all’art.191 paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) ;
  • Una riduzione dei valori di esposizione innalzati nel 2012 all’interno del “decreto sviluppo-bis”, art.14 decreto-legge n.179 del 2012 da 6V/m a “0,6 V/m e nel medio termine ridurli a 0,2V/m” come espresso dal rapporto Bioinitiative 2012 e dall’ICEMS (International Commission for electromagnetic safety) citati anche dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento europeo;
  • Programmazione di periodici controlli sulle emissioni e sanzionare le inadempienze;
  • Programmazione di adeguati investimenti su metodologie più sicure per la salute dell’uomo come reti via cavo in fibra ottica che ad oggi rappresentano l’unica tecnologica per trasmissione voce e dati efficiente e priva di controindicazioni per la salute dell’uomo;
  • Programmazione della sostituzione delle antenne con la metodologia sopra citata;
  • Garanzia della tutela della salute dell’uomo (art. 32 Costituzione) e la salvaguardia degli aspetti paesaggistico-ambientali dell’intero territorio nazionale (art. 9 Costituzione);
  • Che parte degli utili derivati dall’extragettito della gara LTE , 4 M€ sono quelli ottenuti contro una previsione di 2,4 M€, vengano destinati alla ricerca scientifica sugli effetti dei campi elettromagnetici di radiofrequenza sugli esseri umani e per l’implementazione della fibra ottica.

venerdì 3 ottobre 2014

ELETTROSMOG, NUOVI VOLANTINI A PEDAVENA

Attaccati da ignoti lungo via Vittorio Veneto, i “No Antenne” si dissociano: «Nelle nostre iniziative ci mettiamo la faccia»

PEDAVENA. Movimenti paralleli contro le antenne e l'elettrosmog. Nei giorni scorsi sugli alberi di viale Vittorio Veneto a Pedavena sono comparsi alcuni volantini, formato A4 e stampati in casa, con messaggi intimidatori come ad esempio “L'elettrosmog uccide”. Segno che la battaglia contro le antenne non si ferma, così come le emissioni di onde elettromagnetiche della Bu33 di via Roma. «Non siamo noi gli autori di quei manifesti», spiega il presidente dei “No Antenne” Augusto De Nato, che già tempo fa si è dovuto giustificare per conto del comitato di alcuni volantini minatori comparsi in paese contro il proprietario del terreno su cui a fine dicembre è stata costruita l'antenna Telecom, «è giusto e tutti sono liberi di esprimere la propria opinione, ma è ancora più giusto metterci la faccia ed essere equilibrati, senza scendere mai a livelli sconvenienti o deprecabili come nel caso dei manifesti contro il proprietario. Siamo scesi in campo per difendere un diritto civile, non ha senso adottare atteggiamenti violenti».
Qualche settimana fa sono usciti i risultati del monitoraggio trimestrale fatto dall'Arpav sulle emissioni dell'antenna 4G: «Si è data molta enfasi al risultato, che è stato entro la norma. Ma sia chiaro che non poteva essere diversamente. Il punto è che anche a livelli bassi quelle onde sono dannose per la salute. Se leggiamo attentamente i dati raccolti poi, capiamo che un'analisi dello studio non è così semplice. La media di emissioni rientra nei termini fissati dalla legge, ma i picchi sono comunque elevati. La stessa Telecom, nella documentazione presentata all'Arpav, ha annunciato che arriverà a emettere una potenza molto superiore a quella attuale», anticipa il presidente, «ora i livelli sono bassi, anche troppo. Uno dei picchi che più ci insospettisce è quello registrato tra le 4 e le 7 del mattino, pari a 0,8 Volt per metro». Il valore massimo di emissione fissato dalla legge entro le 24 ore di misurazione è di 6 volt/metro.
Nel frattempo l'attività del gruppo prosegue a ritmi serrati: «Abbiamo dovuto rinviare l'incontro con Felice Casson a dicembre, visto che sta pensando di concorrere alle prossime amministrative di Venezia», prosegue De Nato, «l'idea ora è di fare un incontro con l'associazione degli elettrosensibili, ovvero persone che soffrono fisicamente e psicologicamente la presenza dei campi elettromagnetici». Proseguono anche le donazioni al comitato: «La raccolta fondi sta andando bene, stiamo avendo una grande risposta e questo in un certo senso ci spaventa perché godiamo di una fiducia che comunque ci carica di responsabilità. Molti cittadini hanno fatto questa sottoscrizione dandoci energia e soddisfazione. Rivolgiamo loro un grazie emozionato. C'è una maturità che non è facile riscontrare in altri luoghi».

La raccolta firme su www.change.org per l'abolizione della legge Gapsarri e la rideterminazione dei limiti di emissione ha raggiunto 1.899 firme. (f.v.)


giovedì 2 ottobre 2014

SOLIDARIETA’ AL SINDACO DI SESTO SAN GIOVANNI PER GLI INSULTI RICEVUTI SU FACEBOOK

L'ASSOCIAZIONE SOTTOCORNO ESPRIME LA PIÙ TOTALE SOLIDARIETÀ AL SINDACO DI SESTO SAN GIOVANNI MONICA CHITTO PER GLI INSULTI GRAVI E GRATUITI RIVOLTI CONTRO DI LEI SUL FACEBOOK.
SI PUÒ E SI DEVE ESSERE CRITICI, MA QUELLO CHE È SUCCESSO NON RIENTRA MINIMAMENTE IN NESSUN CONTESTO CIVILE, NELLA SPERANZA CHE SIA, E RIMANGA UN GESTO ISOLATO ESPRIMIAMO SOLIDARIETÀ AL NOSTRO PRIMO CITTADINO.

mercoledì 1 ottobre 2014

SLA E BASSE FREQUENZE

Importante studio internazionale pubblicato da un gruppo di ricercatori di livello, che conferma ( essendoci già una abbondante bibliografia a riguardo ) un dato molto rilevante. 
Nei lavoratori esposti a basse frequenze in ambito lavorativo ( ma potremmo tranquillamente traslarlo per quanto concerne le emissioni degli elettrodotti) vi è un incremento del rischio di mortalità del 55%  di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA).
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Amyotroph Lateral Scler Frontotemporal Degener. 2014 Sep 17:1-6. [Epub ahead of print]
Occupational exposure to magnetic fields and electric shocks and risk of ALS: The Swiss National Cohort.

·         1Institute for Risk Assessment Sciences, Utrecht University , The Netherlands.

Abstract
Amyotrophic lateral sclerosis (ALS) has been associated with exposures in so-called 'electrical occupations'. It is unclear if this possible link may be explained by exposure to extremely low-frequency magnetic fields (ELF-MF) or by electrical shocks. We evaluated ALS mortality in 2000-2008 and exposure to ELF-MF and electrical shocks in the Swiss National Cohort, using job exposure matrices for occupations at censuses 1990 and 2000. We compared 2.2 million workers with high or medium vs. low exposure to ELF-MF and electrical shocks using Cox proportional hazard models. Results showed that mortality from ALS was higher in people who had medium or high ELF-MF exposure in both censuses (HR 1.55 (95% CI 1.11-2.15)), but closer to unity for electrical shocks (HR 1.17 (95% CI 0.83-1.65)). When both exposures were included in the same model, the HR for ELF-MF changed little (HR 1.56), but the HR for electric shocks was attenuated to 0.97. In conclusion, there was an association between exposure to ELF-MF and mortality from ALS among workers with a higher likelihood of long-term exposure.