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lunedì 16 dicembre 2019

COP25, A MADRID È ANDATO IN SCENA IL FALLIMENTO DEGLI IPOCRITI



Non ci aspettavamo una scelta differente, l’impegno sulla riduzione del carbonio era una scelta troppo difficile per politicanti troppo intenti a mantenere i mercati economici attuali, e così la COP25 di Madrid finisce con un nulla di fatto.
Gli ipocriti del clima (come molti giornali li chiamano) falliscono ancora rinunciano a trovare un’intesa sul nodo centrale del mercato del carbonio e si accontentano di un debole “obbligo” che impegna i Paesi ricchi a decidere nell’arco del prossimo anno di quanto ridurre le emissioni di gas serra, una promessa e via tanto basta per continuare imperterriti a distruggere questo pianeta, intendiamoci, sarebbe già dura invertire la rotta se fossero arrivati ad una conclusione unanime, un rinvio come questo genera delusione per aver perso una opportunità importante per mostrare un'attenzione nell’affrontare la crisi dei cambiamenti climatici.

giovedì 5 dicembre 2019

PREVENZIONE PRIMARIA - NON ABBIAMO UN ALTRA SOLUZIONE

Con questa frase:
"la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat ”
Queste parole concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis nel 1987 che ricordiamo essere stato un medico oncologo di fama internazionale, che ha diretto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC), ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l’identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani e che si è sempre  battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica.
Sono parole chiare che, per chi vive a Sesto San Giovanni risuonano come le campane di domenica e come profezia davanti ai dati sull'incidenza di cancro nell'infanzia in Italia pubblicati dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM).
I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese. 
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava. 

Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale (a scapito della qualità di vita), non può che avere che queste tragiche conseguenze, non ci resta che la prevenzione primaria, ovvero applicare, ricercare la forma classica e principale di prevenzione, focalizzata sull'adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre o eliminare a monte l'insorgenza e lo sviluppo di una malattia, in pratica cercando di eliminare alla fonte la generazione di inquinanti ed esposizioni agli stessi.
Noi ci proviamo sempre, con costanza, con i nostri limiti e con le nostre proposte ingenue o complesse o intransigenti che siano, ma ci proviamo, non giustifichiamo nessun inquinamento come minor causa per il lavoro, purtroppo rileviamo che parte della società civile e politica è ancora troppo reticente, o si nasconde dietro falsi valori per portare avanti altri interessi.



sabato 30 novembre 2019

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giovedì 28 novembre 2019

IL NUOVO STADIO A SESTO SAN GIOVANNI ? PENSIAMOCI BENE

Sono mesi che sentiamo voci o leggiamo articoli sul nuovo stadio di Inter e Milan (leggi QUI l’ultimo articolo uscito sul Giorno) a Sesto San Giovanni sulle aree Falk in alternativa alla sua naturale destinazione: l'eventuale ricostruzione a SAN SIRO.
Non entriamo nel merito se sia giusto o no ristrutturare l’esistente o costruirne uno nuovo di fianco, per chi ama Milano lo stadio è come il Duomo, la Scala, i Navigli o la Darsena è uno dei luoghi speciali di questa metropoli, è un monumento di identità per questa città.
Poniamo però qualche ragionamento ai tanti proclami sentiti fino ad oggi che renderebbero tale installazione la panacea per Sesto e per i suoi innumerevoli problemi presenti sulle aree Falk.
Portare uno stadio in quell'area significherebbe:
·        una nuova colata di cemento; 
·        nuovi centri commerciali;
·        il raddoppio del traffico con conseguente aumento dell'inquinamento veicolare in una zona totalmente priva di servizi (tram; bus o metropolitane) e di strade già al collasso;

Il problema del traffico sembra oltremodo essere il problema più sottovalutato. Stiamo parlando di uno stadio dalla capienza di 50.000/60.000 persone che ogni tre giorni circa invaderebbero Sesto, perché le due squadre, a parte qualche anno storto, per natura hanno sempre sostenuto competizioni europee. A tutto questo si andrebbe a sommare il traffico di circa 15.000/20.000 persone che quotidianamente frequenterebbero la futura città della salute oltre ad eventuali altri 10.000/15.000 nuovi residenti che i tanto acclamati speculatori porteranno nell'area residenziale. A tutto questo va a sommarsi il normale traffico quotidiano già reso a tratti insostenibile grazie ai caselli autostradali "regalati" a Milano Serravalle già ampiamente ripagati (per i quali chiediamo la dismissione).
NON SIAMO CONTRARI A PRESCINDERE,
ma non ci sembra si sia analizzato bene l’impatto che tale opera possa portare alla città che già ora conta più di 80.000 abitanti, con una urbanizzazione “folle” e pochi servizi sul territorio accentrati per lo più nell’area centrale e problemi di bonifiche non ancora risolte, date che ci preoccupa ulteriormente.
Considerando che:
Non abbiamo bisogno di uno stadio ma di servizi sul territorio.
Non abbiamo bisogno di colate di cemento ma di parchi e alberi e del rispetto dell’ambiente dal quale dipende direttamente la nostra salute.
Non abbiamo bisogno di centri commerciali, ma di rivalutare il commercio di vicinato per non diventare una periferia “morta”.
Non abbiamo bisogno di un’area isolata dalla città, ma di integrare le nuove aree in una città più vivibile.
Non abbiamo bisogno di nuove strade più grandi, ma di servizi integrati come fermate della metropolitana, metrotramvia, nuove linee di autobus efficienti.

E soprattutto non abbiamo bisogno di progetti speculativi calati dall'alto (come è sempre accaduto), per cui ci aspettiamo un confronto vero su questo tema prima che diventi ufficiale, e invitiamo il sindaco e la sua giunta ad attivarsi e confrontarsi con la cittadinanza su questo progetto.

Il consiglio direttivo dell’Associazione Sottocorno

domenica 24 novembre 2019

LILIANA SEGRE CITTADINA ONORARIA DI SESTO SAN GIOVANNI

L’ASSOCIAZIONE SOTTOCORNO non condivide le conclusioni del consiglio comunale di Sesto San Giovanni di martedì 19 novembre 2019.

Ci siamo presi qualche giorno prima di esprimerci e per comprendere le dinamiche di quanto successo, è palese che tale richiesta era, ed è una strumentalizzazione del personaggio, richiesta forse voluta per trovare spazi che non si riusciva a trovare sulla stampa e televisioni (anche se di punti a Sesto San Giovanni ce ne sarebbero).

Sul mancato riconoscimento della della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana SEGRE, vi state sbagliando.

In una città ricca di assessori non Sestesi  le giustificazioni addotte non tengono, Liliana Segre come donna scampata ai campi di concentramento è, e rappresenta in pieno una cittadina Sestese del nuovo millennio, una donna portatrice di valori e di un passato che vediamo quasi dimenticare.

Per questo motivo invitiamo il sindaco e il consiglio comunale tutto a rivedere tale scelta, che sarebbe un semplice atto d’intelligenza da parte di chi governa la città.

Il consiglio direttivo dell'Associazione Sottocorno

mercoledì 13 novembre 2019

COMUNICATO SU UNA NOSTRA PRESUNTA RICHIESTA DI UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA BIOPIATTAFORMA

In relazione all'articolo apparso sul giornale locale L'ALTRA SESTO in seconda pagina del mese di novembre, che riportiamo qui sotto 

Precisiamo che: 
  • Non esiste un comitato ma bensì una Associazione Sottocorno
  • Che MAI (e sottolineiamo MAI) abbiamo richiesto un consiglio comunale aperto per discutere del futuro dell'inceneritore a questa giunta soprattutto ora che ci stiamo avviando verso la fine di un percorso partecipato al quale abbiamo aderito fin dall'inizio, e la nostra posizione sull'argomento è chiara come si può chiaramente leggere sul post dedicato ( leggi QUI ).
  • Che a NOI mai è stata negata una risposta dal sig. Fiorino 
Infine comunichiamo che ci dispiace vedere articoli di basso profilo che tendono a strumentalizzare l'associazione per fini politici, volti ad accostarci ogni tanto ad una fazione piuttosto che ad un'altra, chi ci conosce sa bene che non abbiamo nessuna simpatia ne tanto meno siamo vicini a nessun partito politico, siamo e saremo sempre liberi di manifestare il nostro pensiero in forma autonoma e soprattutto in maniera indipendente lontano da tutti quei giochini politici che animano "l'avanspettacolo" della politica in questo periodo.

Chiediamo immediata rettifica di quanto scritto in quanto 


FALSA E NON CORRISPONDENTE ALLA VERITÀ