LA PRESA DI POSIZIONE SUL 5G CHE NON TI ASPETTI (MA FORSE ABBIAMO SOPRAVALUTATO IL NUOVO CHE AVANZA)
Sono mesi che
si susseguono articoli molto rassicuranti sull'utilizzo del 5G, tecnologia di
prossima applicazione, e su questo nulla di male siamo abituati a leggere vere
e proprie fake news sul tema soprattutto da blog, comitati del paranormale,
giornali o pseudo scienziati pagati o molto vicini alle grandi lobby delle
telecomunicazioni.
Ma quello che
è successo qualche mese fa ha lasciato esterrefatti (forse perché da questo
movimento CI SI ASPETTAVA DI PIÙ, soprattutto in termini ambientali e di
protezione sanitaria e invece notiamo una continuità politica con i governi
precedenti che fa preoccupare), un politico non comune e che ricopre una carica
istituzionale (sulla quale bisognerebbe fare anche qualche considerazione) si è
espressa in uno slogan composto da informazioni completamente, errate una vera
FAKE NEWS fatta e confezionata gratuitamente.
Così, mentre nel MONDO aumentano i ricercatori, scienziati, biologi, medici che
lanciano allarmi sull'uso indiscriminato della tecnologia del 5G, (mentre in
Italia l’Istituto Superiore della Sanità tranquillizza tutti ma di questo ne
approfondiremo in seguito) aumentano i perplessi che ne richiedono quanto meno
un approfondimento di quelle ricerche svolte da istituti indipendenti come
l’istituto Ramazzini di Bologna o il Il National Toxicology
Program (NTP) USA che ne
hanno definito la pericolosità (studi svolti su esposizioni generate da
tecnologia 3G!!!!!!!) la signora Mirella Liuzzi (M5S) segretario di presidenza della camera con un video afferma:
“basta disinformazione, nessun pericolo per la salute”.
Le affermazioni sono un connubio di dichiarazioni basate sul nulla e valori citati
a caso e considerati in modo errato.
“È vero che con il 5G
saremo più esposti ai campi elettromagnetici?” – Verissimo, non solo sono
aumentante i valori delle frequenze e perché questa tecnologia rappresenta un
salto generazionale rispetto alle altre ponendosi come obbiettivo la totale
connessione di cose e persone e per fare questo necessita di un campo di
esposizione TOTALE sulla superficie terrestre
( cosa estremamente differente a quanto succede ora dove il cellulare
può aver campo o meno).
Altro errore FONDAMENTALE
è considerare la legge italiana una legge cautelativa per la salute pubblica,
errore che non si può trascurare soprattutto perché arriva da un esponete di
governo, il limite italiano è giunto dopo scontri epici tra le lobby e il mondo
scientifico e non è il risultato che pone in maniera cautelativa la salute
pubblica, è un compromesso che è stato poi “eroso” nel tempo da governi compiacenti
grazie alle forti pressioni economiche.
Per essere corretti è
vero che il valore di legge è 6 v/m, ma detta così e comparandola ai valori
europei ci prendiamo in giro, tale valore è un valore medio calcolato sulle
esposizioni avute sulle 24 ore, molto differente dal limite originario che
veniva calcolato invece sulla media delle 6 ore, valore che è comunque ben
lontano dal valore cautelativo che il mondo scientifico in maniera indipendente
ha stabilito in 0,6 V/m (vedi Bioinitiative Report), senza considerare che in
altri paesi esistono le cosiddette zone bianche a tutela dei soggetti
elettrosensibili.
La deputata riferisce a
studi che stabiliscono come limite per la salute i 50 v/m per 19 ore/giorno
senza però riferire di quali studi parla e soprattutto di quali effetti
intende, la legge attuale considera effetti il solo riscaldamento E NON GLI
EFFETTI BIOLOGICI che esso determina e che guarda caso sono alla base delle
ricerche scientifiche che negli ultimi 10 anni stanno contestando il limite di
legge.
Non è vero che l’OMS “ha
già studiato gli effetti dei campi elettromagnetici anche per le frequenze
utilizzate dal 5G. “ – anzi ha più volte raccomandato l’applicazione del
principio di precauzione soprattutto nell'applicazione di tecnologie non conosciute
che prevedono intense esposizioni sulla popolazione.
Ci fermiamo qui, rimane il rammarico che questo sproloquio
sia stato fatto da un esponente di quel movimento che in campagna elettorale e
nei consigli comunali italiani si è sempre espresso in maniera cautelativa su
tutti i problemi ambientali che possono avere ripercussioni sulla salute
pubblica, e non possiamo che condividere quanto scritto in una lettera aperta da parte di un gruppo di medici e associazioni ambientali,
lettera alla quale non è seguita nessuna risposta.