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mercoledì 24 giugno 2026

QUALI SONO LE MOTIVAZIONI (REALI) DIETRO I BLACKOUT DI LUNEDI 22 E MARTEDI 23 GIUGNO 2026 (E CHE CONTINUANO AD ESSERE PRESENTI A SESTO SAN GIOVANNI)

Vogliamo sapere come mai in due giorni otto (8) blackout, con l'ultimo durato otto (8!!!) ore (nella nostra zona, perché in altre siamo arrivati anche a 13/20 ore).

Da come si è presentato (a macchia di leopardo sulla città e anche sul quartiere di Cascina Gatti) non è certo l'uso dei condizionatori, o di comuni elettrodomestici ad averlo creato, quello che, giorno dopo giorno appare chiaro è tutto questo NON sembra essere dovuto ad un maggiore assorbimento ma a LINEE OBSOLETE oppure dovuto ad INCAPACITA' DI GESTIONE (o forse meglio dire di progettazione della città).

Vogliamo risposte che spieghino il perché è successo, non battute di propaganda, abbiamo bisogno di comprendere perché nel 2026 possano succedere questi eventi con temperature sicuramente "calde" ma non eccezionali (come ad esempio in Francia). 

Vogliamo sapere perché abbiamo problemi di variazione di tensione durante tutto l'anno (inverno, primavera, estate o autunno), perché negli ultimi 10 anni la situazione è sempre peggiorata, perché, se è colpa del fornitore (e sarebbe recidivo) per quale motivo NON LO SI CAMBIA, invece di esaltarlo quando sostituisce le vecchie luci con i led (senza costi) e condannarlo quando ci sono problemi.

Vogliamo sapere tecnicamente cosa ha fatto il comune per l'adeguamento delle linee di media tensione, quale progettualità sta adottando con tempi costi e programmazioni.

Insomma abbiamo qualche "perché" al quale dare delle risposte, che, lo anticipiamo, non possono essere: 

 "USATE TUTTI I CONDIZIONATORI, lavastoviglie e lavatrici  ecc...",

Il futuro non può essere quello di tornare a lavare i panni nel naviglio, cucinare su stufe a legna e girare per casa con il lumino, il futuro va programmato e questa programmazione, sulla nostra città, la vogliamo conoscere senza essere presi in giro.

Ci piacerebbe avere delle spiegazioni, magari, in un incontro pubblico che stiamo cercando di organizzare (a breve date e orari)


domenica 21 giugno 2026

CAMPI ELETTROMAGNETICI A BASSA FREQUENZA (ELETTRODOTTI) E CANCRO: COME LE FONTI DI FINANZIAMENTO INFLUISCONO SUI RISULTATI


Articolo pubblicato da David Carpenter su come le fonti di finanziamento influiscono sui risultati delle indagini sui nessi causali generati dai campi elettromagnetici a bassa frequenza (come quelli generati da elettrodotti,centrali di trasformazione da corrente continua in corrente alternata, Cabine Elettriche, ecc...) e cancro, che dimostra in modo inequivocabile come, se la fonte di finanziamento degli studi e' pubblica/governativa, la relazione esposizione=cancro e' sistematica (leucemia nei bambini, leucemia-carcinoma mammario maschile e femminile-tumore al cervello negli adulti) mentre al contrario quando la fonte di finanziamento e' privata (industria) nessuna associazione e' significativa.
Esattamente come accade oggi per le esposizioni alle radiazioni ad alta frequenza (smartphone, stazioni radio base di telefonia, wi-fi,ecc).
Tutto questo generato dalla mancanza di una legge SUL CONFLITTO DI INTERESSI su reati ambientali e sanitari, vero grande problema internazionale che affligge la società odierna per cui non esiste mai alcun problema/allarme di natura sanitaria.
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EXTREMELY LOW FREQUENCY ELECTROMAGNETIC FIELDS AND CANCER: HOW SOURCE OF FUNDING AFFECTS RESULTS

AUTHOR
David O.Carpenter
Institute for Health and the Environment, University at Albany, A Collaborating Centre of the World Health Organization, 5 University Place, Room A 217, Rensselaer, NY, N 12144, USA

HIGHLIGHTS
Magnetic field exposure causes childhood leukemia in government-funded studies.
Magnetic field exposure does not cause childhood leukemia in industry-funded studies.
Magnetic field exposure increases risk of adult leukemia, brain and breast cancer.
Steps should be taken to reduce human exposure to elevated magnetic fields.

ABSTRACT
While there has been evidence indicating that excessive exposure to magnetic fields from 50 to 60 Hz electricity increases risk of cancer, many argue that the evidence is inconsistent and inconclusive. This is particularly the case regarding magnetic field exposure and childhood leukemia. A major goal of this study is to examine how source of funding influences the reported results and conclusions. Several meta-analyses dating from about 2000 all report significant associations between exposure and risk of leukemia. By examining subsequent reports on childhood leukemia it is clear that almost all government or independent studies find either a statistically significant association between magnetic field exposure and childhood leukemia, or an elevated risk of at least OR = 1.5, while almost all industry supported studies fail to find any significant or even suggestive association. A secondary goal of this report is to examine the level of evidence for exposure and elevated risk of various adult cancers. Based on pooled or meta-analyses as well as subsequent peer-reviewed studies there is strong evidence that excessive exposure to magnetic fields increases risk of adult leukemia, male and female breast cancer and brain cancer. There is less convincing but suggestive evidence for elevations in several other cancer types. There is less clear evidence for bias based on source of funding in the adult cancer studies. There is also some evidence that both paternal and maternal prenatal exposure to magnetic fields results in an increased risk of leukemia and brain cancer in offspring.
When one allows for bias reflected in source of funding, the evidence that magnetic fields increase risk of cancer is neither inconsistent nor inconclusive. Furthermore adults are also at risk, not just children, and there is strong evidence for cancers in addition to leukemia, particularly brain and breast cancer. 



lunedì 15 giugno 2026

ATS MILANO RILEVA UN NUMERO SIGNIFICATIVO DI CASI DI ALZHEIMER E PARKINSON’S NELLA POPOLAZIONE RESIDENTE VICINO AGLI ELETTRODOTTI NELL'AREA METROPOLITANA NORD

Ripubblichiamo un post che abbiamo pubblicato il 14 maggio del 2020 mai così attuale,  soprattutto in vista delle nuove ricerche (che pubblicheremo nei prossimi giorni).
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Durante tutti i tavoli tecnici ai quali abbiamo partecipato abbiamo sempre e con costanza affermato che non si poteva e non si doveva ricondurre alla sola incidenza di leucemia infantile gli effetti determinanti dai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti, perché dalle testimonianze spontanee raccolte, da valutazioni oggettive di ciò che succedeva nel quartiere avevamo definito insieme ai nostri consulenti un elenco di patologie che a nostro avviso non potevano essere considerate “normali", come ad esempio un numero significativo di casi di demenza senile, Alzaimer e Parchinson’s in residenti che abitavano vicino all'elettrodotto da più di 20 anni.

Premesso che il risultato dell'indagine voluta dal comune e condotta da ATS Milano non l'abbiamo mai accettata, i perché sono molteplici e avremmo voluto spiegarli in un incontro pubblico in questo periodo (in modo che non venissero strumentalizzati da nessuno) ma l’emergenza sanitaria ha di fatto spostato tale evento a data da destinarsi, su una cosa però ci siamo congratulati con l’epidemiologo che ha condotto la ricerca, ovvero di non essersi fermato alla letteratura classica ma (come noi abbiamo sempre chiesto) di analizzare l'incidenza di altre patologie che l’impatto dei CEM poteva generare sulla popolazione residente nelle vicinanze degli elettrodotti.

Nell'incontro avuto ad ottobre 2019 ci venne presentata la ricerca, che andiamo a pubblicare oggi, perché se è vero, come il relatore afferma che non c’è certezza, è anche vero che per la prima volta ATS Milano accetta di sviluppare un'indagine al di fuori dei canoni dettati della "letteratura scientifica classica" e guarda caso trova un nesso casuale (come noi più volte affermammo), affermare che i dati sono "significativi" ma non "certi" è per noi rappresenta una contraddizione, (il dato sulle malattie neuro-degenerative è noto da anni), perché se sono significativi con la p< 0.05 non ci sono storie, il trend c'è.

Sappiamo che l'intervallo di confidenza con il valore più basso deve essere sempre superiore a 1 per dare significatività statistica, in questo studio siamo sui livelli di 0,93-0,95 quindi borderline. L’odd ratio per le due patologie è : 1.09/ 1.10 quindi con un incremento del rischio del 9 e del 10% per le due patologie neuro-degenerative.

Nelle conclusioni, molto diplomaticamente, si definisce una debole associazione tra esposizione e malattia, anche se siamo a conoscenza che la letteratura internazionale non solo conferma i dati rilevati ma correla il nesso casuale (lo abbiamo già visto e lo vedremo anche a breve con un' altro studio)

 

Ringraziamo il Dott. Antonio Giampiero Russo, nella speranza che tale studio non venga negato dalla classe politica e lo si utilizzi per definire una corretta “Distanza residenziale dalle linee elettriche ad alta tensione” senza attenersi a disposizioni di legge che poco hanno con valori cautelativi per la salute nel lungo periodo e sappia programmare interventi di bonifica ed interramento di linee esistenti sul territorio.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE CI SONO, BASTA NON NEGARLE

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RESIDENTIAL DISTANCE FROM HIGH-VOLTAGE OVERHEAD POWER LINES AND RISK OF ALZHEIMER’S DEMENTIA AND PARKINSON’S DISEASE: A POPULATION-BASED CASE-CONTROL STUDY IN A METROPOLITAN AREA OF NORTHERN ITALY


Federico Gervasi  ,1,2 Rossella Murtas,1 Adriano Decarli1 and
Antonio Giampiero Russo1*
1                                                                                                                                                                                                   2
Epidemiology Unit, Agency for Health Protection of Milan, 20122 Milan, Italy and Laboratory of Medical Statistics, Biometrics, and Epidemiology “G A Maccacaro”, Department of Clinical Sciences and Community Health, University of Milan, Milan, Italy
*Corresponding author. Epidemiology Unit, Agency for Health Protection of Milan, Corso Italia 19, 20122 Milan, Italy.
E-mail: agrusso@ats-milano.it
Editorial decision 5 June 2019; Accepted 19 June 2019

ABSTRACT

Background: The association between the extremely low-frequency magnetic field generated by overhead power lines and neurodegenerative disease is still a matter of debate. Methods: A population-based case-control study was carried out on the residents in the Milan metropolitan area between 2011 and 2016 to evaluate the possible association between exposure to extremely low-frequency magnetic fields generated by high-voltage overhead power lines and Alzheimer’s dementia and Parkinson’s disease. A statistical analysis was performed on cases and controls matched by sex, year of birth and municipality of residence (with a case to controls ratio of 1 : 4) using conditional logistic regression models adjusted for socio-economic deprivation and distance from the major road network as potential confounders.
Results: Odds ratios for residents <50m from the source of exposure compared with residents at 600m turned out to be 1.11 (95% confidence interval: 0.95–1.30) for Alzheimer’s dementia and 1.09 (95% confidence interval: 0.92–1.30) for Parkinson’s disease.

Conclusions:
The finding of a weak association between exposure to the extremely lowfrequency magnetic field and neurodegenerative diseases suggests the continuation of research on this topic. Moreover, the low consistency between the results of the already existing studies emphasises the importance of increasingly refined study designs.
LEGGI QUI LA RICERCA COMPLETA SUL SITO DI ATS MILANO