Translate

Visualizzazione post con etichetta ELETTROSMOG. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ELETTROSMOG. Mostra tutti i post

domenica 31 maggio 2026

CAMPI MAGNETICI E RISCHI PER LA SALUTE – ARTICOLO DELLA FONDAZIONE SVEDESE PER LA PROTEZIONE CONTRO LE RADIAZIONI

Qui sotto riportiamo la traduzione di un articolo redatto dalla Swedish Radiaton Protection Foundation uscito ad aprile 2026, che, per correttezza, riportiamo QUI il link alla pagina originale (per chi avesse voglia di verificarne il contenuto)

------------------------------------------------------------------------

La ricerca dimostra che l'esposizione a livelli elevati di campi magnetici a bassa frequenza aumenta il rischio di SLA e Alzheimer. La ricerca evidenzia inoltre un aumento del rischio di leucemia infantile nei bambini che vivono in prossimità di grandi linee elettriche, nonché un aumento del rischio di cancro tra gli adulti. Inoltre, un ampio studio americano dimostra che i campi magnetici elevati aumentano il rischio di aborto spontaneo. Il valore limite vigente in Svezia è 800 volte superiore ai livelli ai quali è stato osservato il rischio di aborto spontaneo.

Livelli elevati di campi magnetici si trovano in prossimità di linee elettriche e trasformatori e possono verificarsi in presenza di cavi elettrici e apparecchiature elettriche. Una fonte comune è costituita dalle cosiddette correnti vaganti.

Da diversi decenni i ricercatori osservano un aumento del rischio di cancro e di altre malattie in caso di esposizione a livelli elevati di campi magnetici.

Cancro

È stato segnalato un aumento del rischio di leucemia infantile in caso di esposizione a partire da 0,3 microTesla. Questo è uno dei motivi principali per cui i campi elettromagnetici a bassa frequenza sono stati classificati come «potenzialmente cancerogeni», Gruppo 2B, dall’IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) dell’OMS già nel 2002. Nella stessa classe rientra, dal 2011, anche la radiazione dei telefoni cellulari (radiazione a radiofrequenza). Il valore di 0,3 microTesla va confrontato con il limite vigente fissato dall’Autorità per la sicurezza radiologica (SSM) e dall’ICNIRP, che è diverse centinaia di volte superiore, ovvero 100 microTesla.

Una maggioranza relativamente netta della ricerca mostra anche un aumento del rischio di leucemia negli adulti in presenza di livelli elevati di campi elettromagnetici e le ricerche degli ultimi anni non hanno modificato il quadro. Ciò è stato riportato al seminario dell'Autorità per la sicurezza radiologica nel 2016.

Diversi studi mostrano anche un aumento del rischio di tumore al cervello.

Aumento del rischio di tumore al cervello nei bambini esposti a campi magnetici pari o superiori a 0,4 μT. Studio condotto in Messico nel 2025. Link

Uno studio (CERENAT) condotto in Francia nel 2020 ha riportato che vivere entro 50 metri da linee ad alta tensione comportava un rischio 2,94 volte maggiore di tumore al cervello (di qualsiasi tipo) e un rischio 4,96 volte maggiore di tumore maligno al cervello (glioma).

Un precedente studio, anch'esso francese, pubblicato nel 2011, ha dimostrato un aumento del rischio di meningioma (tumore delle meningi) in caso di esposizione elevata sul posto di lavoro o di residenza in prossimità di linee elettriche.

Nel 1998 uno studio svedese ha riportato un aumento del rischio (non statisticamente significativo) di tumore cerebrale maligno (glioma) in caso di esposizione sul posto di lavoro a più di 0,4 microTesla.

SLA

Nel gennaio 2018 è stata pubblicata un'analisi (ovvero una meta-analisi) di tutte le ricerche epidemiologiche (20 studi) sul rischio di SLA dovuto a campi magnetici a bassa frequenza elevati sul posto di lavoro.

Il rischio di SLA dovuto a campi magnetici elevati sul posto di lavoro è del +14%. Il rischio più elevato è stato riscontrato negli studi che hanno tenuto conto dell'esposizione totale cumulativa ai campi magnetici a bassa frequenza (+89%).

Alzheimer

Nel dicembre 2017 è stata pubblicata un'analisi (cosiddetta meta-analisi) di tutte le ricerche epidemiologiche (20 studi) sul rischio di Alzheimer dovuto all'esposizione ai campi magnetici sul posto di lavoro. Nel complesso, i 20 studi dimostrano che l'esposizione a campi magnetici a bassa frequenza sul posto di lavoro aumenta il rischio di Alzheimer del 63%.

Uno studio condotto su oltre 3.500.000 persone in Svizzera (2026) mostra un aumento del rischio di Alzheimer e altre forme di demenza a causa dei campi magnetici generati dalle linee elettriche. Link

Aborto spontaneo

Nel dicembre 2017 alcuni ricercatori statunitensi hanno pubblicato i risultati di uno studio sul rischio di aborto spontaneo dovuto all'esposizione a livelli elevati di campi magnetici a bassa frequenza. Lo studio ha coinvolto 913 donne in gravidanza. L'esposizione è stata monitorata per ogni donna, che ha indossato un misuratore personale. I risultati hanno mostrato che le donne con un'esposizione elevata (più di 0,25 microTesla) avevano un rischio 2,7 volte maggiore di avere un aborto spontaneo, rispetto alle donne con un'esposizione più bassa (meno di 0,25 microTesla).

La correlazione è stata osservata in modo consistente indipendentemente dalla fonte all'origine dell'esposizione elevata ai campi magnetici.  I ricercatori osservano che il risultato è supportato anche da altri quattro studi pubblicati negli ultimi 15 anni, che riportano anch'essi un aumento del rischio di aborto spontaneo dovuto a un'esposizione elevata ai campi magnetici.  Essi sottolineano inoltre che il punto di forza della loro indagine risiede nelle misurazioni effettive. Gli studi basati sulla distanza o su stime dell'esposizione tendono generalmente a sottostimare il rischio.

Rischio di aborto spontaneo 800 volte superiore al valore limite

Il fatto che un'esposizione superiore a 0,25 microTesla comporti un aumento del rischio di aborto spontaneo costituisce l'ennesima prova, in una lunga serie, che il valore limite o «valore di riferimento» raccomandato dall'Autorità per la sicurezza radiologica e dall'Agenzia per la sicurezza sul lavoro è insufficiente. Esso si basa sulle raccomandazioni dell'organizzazione tedesca ICNIRP. Il "valore di riferimento" è 800 volte superiore, 100 microTesla per il pubblico e 200 per i lavoratori esposti. Il valore di riferimento protegge solo dagli effetti immediati sotto forma di irritazioni nervose o correnti elettriche nel corpo, NON protegge dagli effetti di un'esposizione prolungata, ad esempio dai rischi di cancro o dal rischio di SLA, Alzheimer, aborti spontanei.

venerdì 30 dicembre 2022

WiFi Related Radiofrequency Electromagnetic Fields Promote Transposable Element Dysregulation and Genomic Instability in Drosophila melanogaster


Il 13 dicembre è stato pubblicato uno studio (
innovativo nel suo genere) svolto da ricercatori dell'Università La Sapienza di Roma sulla genotossicità del Wi-Fi ovvero definisce nel dettaglio gli effetti sul DNA dell'esposizione ai campi elettromagnetici in alta frequenza generati da sistemi Wi-Fi e paragonabili a quelli generati dei cellulari.

Lo studio è stato condotto sulle drosofile, ovvero sui moscerini della frutta, perché considerati degli elementi "standard" per gli studi di tossicità (come ad esempio studi su farmaci o sostanze chimiche) e dei quali si conosce molto bene il loro metabolismo ed apre muove prospettive sui criteri di sicurezza da adottare nei riguardi di esposizioni alle radiazioni da radiofrequenza. I ricercatori, infatti, hanno esposto le drosofile ad un router comune, come quelli che si trovano normalmente nelle case e negli uffici, e hanno osservato le modificazioni genetiche.
Questa ricerca è stata finanziata da borse di studio per progetti di ricerca della Sapienza Università di Roma (LP e UC) inoltre gli autori dichiarano assenza di conflitto di interesse e come si può leggere nel documento pubblicato i finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione dello studio; nella raccolta, analisi o interpretazione dei dati; nella stesura del manoscritto o nella decisione di pubblicare i risultati, tutte condizioni fondamentali per poter considerare attendibile uno studio scientifico.

clicca QUI per accedere direttamente alla pubblicazione sul sito di pubmed.gov

clicca QUI per accedere direttamente alla pubblicazione sul sito dell'Università La Sapienza di Roma

-----o-----o-----o-----o-----o-----o-----o-----o-----o-----o-----

                                 WiFi Related Radiofrequency Electromagnetic Fields Promote Transposable Element Dysregulation and Genomic Instability in Drosophila melanogaster

Affiliations

Affiliations

  • 1 Department of Biology and Biotechnology "C. Darwin", Sapienza University of Rome, 00185 Rome, Italy.
  • 2 National Research Council of Italy (CNR), Istituto di Genetica Molecolare (IGM), 40136 Bologna, Italy.
  • 3 ICEMS-CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo Sostenibile), 00038 Valmontone (Rome), Italy.
  • 4 ECERI (European Cancer Environment Research Institute), 1000 Bruxelles, Belgium.

Articolo PMC gratuito

Astratto

L'esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza artificiale (RF-EMF) è notevolmente aumentata negli ultimi anni, promuovendo così un crescente interesse scientifico e sociale nell'approfondire l'impatto biologico dei campi elettromagnetici sugli organismi viventi. L'attuale legislazione che disciplina l'esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza si basa esclusivamente sui loro effetti termici, senza considerare i possibili effetti nocivi non termici sulla salute derivanti dall'esposizione a lungo termine ai campi elettromagnetici. In questo studio abbiamo studiato gli effetti biologici non termici dell'esposizione indoor di basso livello a RF-EMF prodotti dalle tecnologie wireless WiFi, utilizzando Drosophila melanogastercome sistema modello. Le mosche sono state esposte a radiofrequenza a 2,4 GHz in un dispositivo a celle elettromagnetiche trasversali (TEM) per garantire campi controllati omogenei. I segnali sono stati continuamente monitorati durante gli esperimenti e regolati a livelli non termici. I risultati di questo studio dimostrano che la radiazione elettromagnetica WiFi provoca un'estesa decondensazione dell'eterocromatina e quindi una perdita generale di silenziamento epigenetico degli elementi trasponibili sia nei tessuti germinali che neurali. Inoltre, i nostri risultati forniscono la prova che i campi elettromagnetici a radiofrequenza correlati al WiFi possono indurre accumulo di specie reattive dell'ossigeno (ROS), instabilità genomica e anomalie comportamentali. Infine, dimostriamo che la radiazione WiFi può entrare in sinergia con Ras V12per guidare la progressione e l'invasione del tumore. Tutti insieme, questi dati indicano che le radiazioni a radiofrequenza emesse dai dispositivi WiFi potrebbero esercitare effetti genotossici sulla Drosophila e porre le basi per esplorare ulteriormente gli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche WiFi sugli organismi viventi.

martedì 2 novembre 2021

RETE 5G ED ELETTROSENSIBILITÀ, QUALI RISCHI PER LA SALUTE? INTERVISTA AD AGOSTINO DI CIAULA


Rete 5G, elettrosensibilità, elettrosmog, rischi per la salute, per l’ambiente e per la biodiversità.
Un tema che, ancora spesso, in Italia viene sistematicamente banalizzato, ridotto ad argomento da “complottari” o "complottisti" oppure argomento trattato da ignoranti  o da persone non competenti.
Ancora una volta la realtà è ben diversa da come viene veicolata da social network e mass media. 
Vi invitiamo a leggere l'intervista fatta al Dottor Agostino Di Ciaula, Presidente del Comitato Scientifico Nazionale di Medici per l’Ambiente ISDE e del Comitato Scientifico dell’International Society of Doctors for Environment (ISDE) sul sito di Pressenza, Agenzia stampa internazionale. 



Clicca QUI per leggere l'intervista su 




venerdì 31 gennaio 2020

NOTIFICA AL SINDACO DI SESTO SAN GIOVANNI SUI RISCHI DEL 5G

L'Associazione Sottocorno venuta a conoscenza dai media che trattano il tema delle nuove tecnologie, che la città di Sesto San Giovanni viene indicata come area di beta tester per eseguire le prove sulla nuova tecnologia 5G, in particolar modo il quartiere di Cascina Gatti confinante con Milano, subirà di sicuro una esposizione ulteriore indiretta visto che il capoluogo è una delle prime città che ha adottato e convalidato l’installazione delle nuove antenne sul 5G, a dicembre 2019 ha scritto al Sindaco Di Stefano Roberto essendo investito di preminenti funzioni e prerogative in materia di tutela della salute pubblica,  notificandogli i rischi per la salute correlati ad una esposizione a radiazioni del 5G invitando l'amministrazione a valutare attentamente tutte le azioni amministrative finalizzate ad impedire o limitare l’esposizione della popolazione a fonti addizionali di inquinamento elettromagnetico perché l’installazione e l’esercizio di antenne 5G può mettere a rischio la salute pubblica. 
Rimaniamo in attesa di una risposta scritta e siamo a disposizione per un incontro per comprendere come quanto esposto potrebbe essere utilizzato all'insaputa della cittadinanza nello sviluppo della rete in fibra ottica già presente in città, e per illustrare ulteriore documentazione e supporto nell'interesse della salute dei cittadini.

L'associazione ha allegato alla lettera anche la documentazione fornita dall'associazione A.M.I.C.A. che attesta in maniera ufficiale che nessun ente preposto abbia confermato la mancanza di nocività e senza alcuna valutazione dei rischi sanitari.




mercoledì 15 gennaio 2020

CORTE DI APPELLO DI TORINO CONFERMA IL NESSO TRA USO DEL CELLULARE E IL CANCRO

Le 36 pagine della sentenza della corte di appello di Torino confermano il nesso casuale tra l’esposizione dei campi elettromagnetici in alta frequenza emessi da un uso prolungato del cellulare e il cancro, la sentenza è storica perché per la prima volta un lavoratore ha ottenuto due sentenze di merito favorevoli in casi simili.

Altro motivo storico risiede nelle motivazioni della sentenza stessa dove il collegio ribadisce anche i sospetti sull'imparzialità di alcuni studi ‘tranquillizzanti’: “Buona parte della letteratura scientifica che esclude la cancerogenicità dell’esposizione a radiofrequenze (…) versa in posizione di conflitto d’interessi, peraltro non sempre dichiarato”, come era arrivato David Carpenter su un articolo pubblicato che indicava chiaramente come le fonti di finanziamento influiscono sui risultati delle indagini sui nessi causali generati dai campi elettromagnetici a bassa frequenza (come quelli generati da elettrodotti, centrali di trasformazione da corrente continua in corrente alternata, Cabine Elettriche, ecc...) e cancro, che dimostra in modo inequivocabile come, se la fonte di finanziamento degli studi e' pubblica/governativa, la relazione esposizione=cancro è sistematica (leucemia nei bambini, leucemia-carcinoma mammario maschile e femminile-tumore al cervello negli adulti) mentre al contrario quando la fonte di finanziamento è privata (industria) nessuna associazione è significativa.

  • leggi QUI l'articolo su Quotidiano.net
  • leggi QUI l'articolo su TGCOM24
  • leggi QUI l'articolo su Repubblica
  • leggi QUI l'articolo sul Fatto Quotidiano
  • leggi QUI l'articolo sul Corriere della sera 

Stridono, e non poco, le affermazioni negazioniste che giornali nazionali continuano ad enfatizzare, tale decisione dovrebbe invece far venir qualche dubbio e soprattutto riflettere sull'esito del rapporto dell'Istituto superiore di sanità (Iss) dello scorso agosto secondo cui l'uso del cellulare non risulta associato all'incidenza di neoplasie nelle aree più esposte durante le chiamate vocali, nonostante due studi "monumentali" condotti uno in Italia (dall'Istituto indipendente Ramazzini di Bologna) e uno negli stati Uniti confermavano quello che ricerche indipendenti negli ultimi 10 anni continuano a trovare.


martedì 13 agosto 2019

ANTENNA RADIO BASE DI TELEFONIA MOBILE SUL TERRAZZO? SOLO SE L'AMMINISTRATORE INFORMA DEI RISCHI SULLA SALUTE E VIENE ACCETTATA ALL'UNANIMITA'

L'installazione di un’antenna telefonica su un lastrico solare condominiale è lecita soltanto in presenza di una delibera assunta all'unanimità dai condomini perché la sottrazione di una rilevante porzione del tetto, prima liberamente fruibile, pregiudica il diritto di comproprietà sul bene comune di cui godono tutti i condomini. 
La questione di un’autorizzazione all'installazione di un’antenna per la telefonia mobile sul tetto del palazzo, a delibera condominiale, è stata affrontata dai giudici in tutti e tre i gradi di giudizio. In un recente contenzioso una condomina, ad esempio, aveva contestato che l’antenna telefonica installata sul lastrico solare ne comprometteva l’utilizzo; inoltre, sempre secondo la condomina, la delibera era viziata poiché era stata approvata senza l’unanimità dei partecipanti.
Il Tribunale di Milano ha accolto la domanda e dichiarato la nullità della delibera. In secondo grado, la Corte di Appello di Milano ha confermato la pronuncia. Difatti, a parere dei giudici d’appello, vi è stata la violazione dell’art. 1120, comma 2, c.c., che disciplina le innovazioni in condominio, perché l’antenna, a causa delle dimensioni dell’impianto e delle sue caratteristiche, pregiudicava l’utilizzo del lastrico solare.Nel giudizio di legittimità, la Corte di Cassazione, con pronuncia del 8 ottobre 2018, n. 24767, ha condiviso il ragionamento espresso dai giudici di merito, rigettando il ricorso proposto da uno dei condomini favorevoli all'installazione dell’antenna. Pertanto, secondo la Suprema Corte, la delibera dell’assemblea condominiale che autorizzi l’installazione della stazione radio per la telefonia mobile cellulare - con l’occupazione permanente di una parte del lastrico di proprietà condominiale - deve essere adottata, a pena di nullità radicale, con il consenso unanime di tutti i condomini.
Siamo di fronte a un’innovazione “vietata” ai sensi dell’art. 1120, comma 2, c.c., anche per due ordini di motivi: per le caratteristiche strutturali dell’edificio, in quanto l’installazione comporta una disarmonia e un’alterazione del decoro architettonico; per l’utilizzazione della cosa comune, in quanto l’opera implica una riduzione quantitativa del tetto e un pregiudizio intollerabile poiché permanente.
Di contro, l’amministratore può essere autorizzato dall'assemblea condominiale a stipulare un contratto con una società telefonica per l’installazione in una parte comune dell’edificio di una stazione radio-base per la telefonia mobile, purché abbia preventivamente informato i condomini dei possibili rischi che le onde elettromagnetiche emesse possono arrecare alla salute e siano stati conseguentemente posti in grado di valutare tali rischi (Trib. Milano 23 ottobre 2002, n. 12663)



martedì 6 agosto 2019

A SCANZANO JONICO IN BASILICATA IL SINDACO VIETA IL 5G: «È PERICOLOSO PER LA SALUTE»


A volte succede che qualcuno si ferma e ponendosi delle domande ragiona, e così accade che in Basilicata ci sia il primo comune in Italia a prendere questa decisione.
Il sindaco si appella al principio di precauzione perché manca qualsiasi valutazione del rischio, o meglio nessuno può garantire che sia innocuo.
Come si legge sull'articolo del Corriere per il ricercatore Polichetti dell’Istituto superiore di sanità la nuova tecnologia è innocua, peccato che nella sua audizione alla Camera dei Deputati ci risulta manchino i riferimenti a ricerche indipendenti e siano frutto più di considerazioni personali, anche errate poiché l'affermazione «la nuova tecnologia è ampiamente al di sotto dei limiti per l’esposizione ai campi elettromagnetici stabiliti dalle normative, in particolare dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 12 luglio 1999» non è propriamente corretta, le lobby oggi stanno facendo di tutto per aumentare di 10 volte tali limiti dopo che li hanno fatti modificare a loro piacimento in questi ultimi anni (ma qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte) e  perché gli studi del National Toxicology e dell’istituto Ramazzini svolti sui topi da laboratorio, esponendoli a radiazioni (parliamo di studi sul 3G non 4G o 5G !!!!) su tutto il corpo per 19 ore, è una situazione che nei grossi centri urbani e nelle loro periferie è già realistica da diversi anni NON, come afferma, che è “difficilmente comparabili con la situazione a cui si trovano esposti gli uomini”, soprattutto se consideriamo che il fine della tecnologia 5G è quello di coprire interamente la superficie nazionale per avere un segnale costante che consenta di connettere tutto e tutti.

Ci auguriamo che anche il comune di Sesto San Giovanni segua l'esempio e tuteli la salute pubblica della cittadinanza in attesa di ricerche che chiariscano i risultati ottenuti fino ad oggi, e nella speranza che il governo affronti quanto prima IL PROBLEMA DEL CONFLITTO D'INTERESSI.


giovedì 1 agosto 2019

CAMPAGNA INFORMATIVA RIDICOLA SUI PERICOLI DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE EMESSE DAI CELLULARI


È partita la campagna informativa, (in ritardo di anni) del ministero della Salute Istruzione e Ambiente, dal titolo “Il tuo cellulare è intelligente. Usalo con intelligenza” sui rischi relativi all'uso dei telefoni cellulari, come deciso dal Tar del Lazio (numero 500/2019) e pubblicata il 15 gennaio scorso, accogliendo il ricorso dell’associazione A.P.P.L.E. (Associazione per la prevenzione e lotta all'Elettrosmog) riconoscendo l’illegittima inerzia dei dicasteri soccombenti, inosservanti da quasi vent'anni su un obbligo di legge previsto dal 2001 nell'attuazione di una campagna informativa sui pericoli dell’elettrosmog per la salute nell'uso di tecnologie per le comunicazioni senza fili.



Peccato che la richiesta era per una informazione consapevole sul rischio di una inconsapevole esposizione ai campi elettromagnetici in alta frequenza e non ad un uso da "babbeo" che ne puoi fare.
Il messaggio che ne deriva è quello di prestare maggior attenzione, nessun cenno ai pericoli a cui si va incontro con un uso “inconsapevole” ai campi elettromagnetici e alle frequenze a cui si viene esposti.
Cambiano i governi ma i risultati sono sempre uguali, una campagna informativa di questo livello è semplicemente ridicola.


Follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi (Albert Einstein)

venerdì 28 giugno 2019

TERNA SIGLA INTESA A MATERA PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE ELETTRICA

La razionalizzazione della rete elettrica citata si traduce nell'interramento di 6,5 km di rete elettrica, questo significa che le zone urbane SI POSSONO MODIFICARE, senza esporre la popolazione inutilmente ad elevati campi elettromagnetici anche senza inutili lotte, ci auspichiamo che non sia un caso isolato voluto per propaganda politica ma sia un'iniziativa strutturale che vada intrapresa con un piano strutturale sull'intero paese, partendo dalle zone più esposte.



A questo dialogo ci abbiamo sempre creduto 
---o---o---o---o---o---o---o---o---o---o---

Matera, 15 giu. (askanews) - Cultura, ambiente e tecnologia. Sono queste le parole d'ordine del protocollo siglato tra la città di Matera e Terna per la razionalizzazione della rete elettrica del comune lucano. Un'intesa, ha spiegato l'amministratore delegato della società che gestisce la rete elettrica nazionale, Luigi Ferraris, ricca di significati. "Siamo molto contenti perché è la rappresentazione dello sforzo che stiamo facendo di portare avanti un modello di partecipazione progressiva delle comunità, delle istituzioni nelle opere che facciamo e sviluppiamo sul territorio. Siamo in una splendida città al centro della cultura mondiale quindi meritava un'attenzione e in questo senso abbiamo firmato questo accordo che prevede interventi di miglioramento e ottimizzazione della nostra presenza sul territorio limitando sempre di più l'impatto visivo e ambientale".

Il confronto con la cittadinanza, ha voluto sottolineare Ferraris, riveste quindi un ruolo molto importante nella riuscita del progetto. "Per noi è un dovere, riteniamo giusto e corretto rappresentare alla cittadinanza ciò che stiamo facendo, condividere il progetto e ascoltare la comunità, per avere un risultato che sia di miglioramento della rete elettrica e dell'efficienza del sistema energetico e di piena accettabilità e condivisione da parte della cittadinanza"....... leggi QUI l'articolo completo 



mercoledì 26 giugno 2019

5G - LA SARDEGNA FRENA SULLA SPERIMENTAZIONE


Con tre no e un "vedremo" si ferma la sperimentazione del 5G in Sardegna, la nuova frontiera nel campo delle telecomunicazioni. Pompu, Segariu e Noragugume hanno già fatto fronte comune: i sindaci dei tre piccoli centri scelti come laboratorio nell'Isola non daranno il via libera all'accensione delle antenne sino a quando non saranno spiegati a tutti gli effetti della linea ultra veloce. leggi QUI la notizia ANSA.


VEDI QUI LA PAGINA FACEBOOK DEL COMITATO NO 5G SARDEGNA

martedì 7 maggio 2019

5G E CONFLITTI DI INTERESSI, IL PARERE DEL PROF. LIVIO GIULIANI


l Fatto Quotidiano ha pubblicato una bella inchiesta su 5G e conflitti di interessifirmata da un gruppo di giornalisti europei che si chiamano “Investigate Europe”. A questo articolo pungente è seguita, il 22 gennaio 2019, una lettera di Guglielmo D’Inzeo volta a tranquillizzare il fatto che chi studia il 5G lo faccia in modo indipendente.

Il Prof. Livio Giuliani, che tutti conoscono per il suo impegno per la tutela della salute dai campi elettromagnetici e per essere stato tra i promotori di un limite più cautelativo (6 Volt per metro) rispetto a quello europeo (61 Volt per metro) quando era dirigente di ricerca dell’Istituto di Ricerca e Prevenzione del Lavoro (ISPESL) ha inviato una lettera critica al Fatto Quotidiano che qui di seguito A.M.I.C.A. pubblica.
Clicca QUI per leggere l’articolo

FONTE: ASSOCIAZIONE A.M.I.C.A.

mercoledì 24 aprile 2019

LA IARC RIVALUTA LA CLASSIFICAZIONE DELLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI – RADIOFREQUENZE (OVVERO I CAMPI ELETTROMAGNETICI)

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha ufficializzato la rivalutazione della classificazione dell’elettrosmog. E lo farà pure con urgenza, visto l’eventuale pericolo mondiale incombente sullo sviluppo e implementazione del 5G

La notizia è apparsa sulla sezione oncologica di The Lancet, (leggi QUI) la rivista scientifica inglese di ambito medico considerata tra le prime cinque al mondo. 
Nelle “Raccomandazioni del gruppo consultivo sulle priorità per la monografia Iarc” per il periodo 2020-2024, tra gli agenti con precedenza di valutazione per una rivalutazione della classificazione sulla cancerogenesi, ci sono infatti le “radiazioni non ionizzanti-radiofrequenze”, cioè l’elettrosmog attualmente valutato in classe 2B (possibili agenti cancerogeni).
Tale rivalutazione avviene dopo la presentazione dei più aggiornati studi, e delle evidenze emerse negli ultimi test condotti dall’americano National toxicology program e dall’Istituto Ramazzini, che supporterebbero la riclassificazione in classe 2A (probabili agenti cancerogeni) se non addirittura in classe 1 (cancerogeni certi) mettendo definitivamente il punto sulla controversa pericolosità delle radiofrequenze, negata persino nelle recenti audizioni parlamentari.
La decisione della Iarc è arrivata dopo la riunione dello scorso mese di marzo, quando un gruppo consultivo di 29 scienziati di 18 Paesi si è riunito per raccomandare le priorità nel programma di monografie, per garantire che le valutazioni delle monografie riflettessero lo stato attuale delle evidenze scientifiche più rilevanti sulla cancerogenicità.


Alcuni Paesi d’Europa, a differenza dell’Italia, hanno già adottato criteri preventivi il 5G, è stato fermato in Belgio (Bruxelles) e in tre cantoni della Svizzera (Ginevra, Giura, Vado), mentre in Olanda una commissione parlamentare ha chiesto verifiche preliminari e in Germania l’Ufficio federale per la protezione dalle radiazioni ha sollecitato ulteriori ricerche, motivo per cui a Malta non sono state messe all’asta le licenze


giovedì 4 aprile 2019

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI DEL 2 APRILE 2019

Dall'associazione Italiana Elettrosensibili riceviamo con piacere e pubblichiamo 
------o------o------o------o------o------o------

Si è svolto con grande successo il convegno “Elettrosmog, 5G, Elettrosensibilità, svoltosi a Milano il 30 e 31 marzo, e dedicato a un’emergenza di cui i media purtroppo non parlano mai, ma che riguarda in prima persona già un milione e mezzo di italiani che hanno sviluppato una elettrosensibilità verso i Campi Elettromagnetici.
L’evento, al quale hanno partecipato circa 120 persone, è stata un’occasione praticamente unica – nonché la prima in Italia – per far conoscere a un pubblico di non specialisti i vari aspetti scientifici, medici, normativi e legali dell’elettrosmog e dell’elettrosensibilità, nonché per parlare dei rischi connessi con la tecnologia 5G ora in fase di pre-lancio, partendo dalle conseguenze dell’esposizione alle radiofrequenze riscontrate sia a breve termine (elettrosensibilità) sia a lungo termine (tumori, infertilità maschile, malattie neurovegetative, etc.).
Al convegno hanno partecipato ricercatori di caratura internazionale, come il prof. Olle Johansson, neuroscienziato del prestigioso Istituto Karolinska di Stoccolma (Svezia), il quale è stato fra i primi al mondo a studiare la relazione fra le radiazioni emesse dai monitor dei computer e le alterazioni dermatologiche, ed è quindi considerato il “padre” della elettrosensibilità. La sua lunga relazione è stata una vera e propria “lectio magistralis” che è stata molto apprezzata dal pubblico.
Altra ricercatrice di rilevanza internazionale ad aver parlato per illustrare le ricerche svolte è stata la dr.ssa Fiorella Belpoggi, biologa e direttrice dell’Area ricerca dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che ha diffuso proprio in questi mesi i dati di una ricerca decennale di laboratorio sugli effetti “in campo lontano” delle radiofrequenze della telefonia mobile, che nei ratti sono risultate essere associate allo sviluppo di tumori del cuore e del cervello, in analogia con quanto trovato per il “campo vicino” dei cellulari dal National Toxicology Program (USA).
Il risultato finale degli studi dell’Istituto Ramazzini ha una notevole valenza in quanto – supportato da quanto pubblicato dall’NTP – secondo la Belpoggi “porterà inevitabilmente alla nuova classificazione di pericolosità delle radiofrequenze: quella di probabili cancerogeni per l’uomo”. I soci ed amici dell’Associazione Italiana Elettrosensibili hanno sostenuto questo Ente indipendente con un crowdfunding che si è concluso con successo proprio in queste ore.
Diversi sono stati i relatori che hanno approfondito le altre tematiche, come le caratteristiche dei campi elettromagnetici (illustrati dal dr. Andrea Grieco) e, in particolare, gli aspetti medici sottesi all’elettrosensibilità e all’elettrosmog: gli aspetti pediatrici (dr.ssa Laura Masiero della Apple di Padova); la medicina legale e l’elettrosensibilità (prof. Daniele Rodriguez); la medicina del lavoro ed il lavoratore elettrosensibile lavoratore (dr.ssa Annunziata Difonte).

L’elettrosensibilità è stata analizzata non solo dal punto di vista eziologico, diagnostico e terapeutico: è stata anche presentata, per la prima volta, una sintesi dell’analisi di oltre 100 pazienti
visitati dalle due dottoresse dell’Associazione: la già citata Di Fonte e Anna Zucchero.
Questo studio ha confermato la validità di un Protocollo Diagnostico AIE impostato in sintonia con
esperienze internazionali, ma ottimizzato in questi due anni.
L’avvocato Stefano Bertone, dello studio legale Ambrosio & Commodo, ha fornito invece un inquadramento legislativo e giurisprudenziale del problema dell’elettrosensibilità. Le avvocatesse Valeria Rossitto e Valeria Sergi hanno fatto un’interessante rassegna delle sentenze emesse sia a livello internazionale sia nazionale, con riferimento a quelle recentissime in materia di Wi-Fi nella scuola e di “Informazione obbligatoria” che i Ministeri debbono effettuare.
Il primo obiettivo dell’evento, pienamente raggiunto, era proprio quello di fornire delle “pillole” formative ai presenti in due ambiti: sia legale sia di diagnosi/terapia e per il riconoscimento della malattia, ad oggi non riconosciuta né dal nostro Servizio Sanitario né dall’OMS, mentre ad esempio in Svezia è equiparata a un handicap, con tutte le tutele conseguenti.
La seconda giornata del convegno si è invece concentrata sull'attualità e su quanto i cittadini possono fare per tutelare la salute di se stessi e dei propri figli.
Il primo intervento è stato della dr.ssa Milena Greco, che ha portato una chiave di lettura dell’associazionismo e movimentismo “no-elettrosmog” in Italia dal punto di vista antropologico: un approccio ritenuto “innovativo e che aiuta a riflettere”.
Il Sindaco di Borgofranco d’Ivrea, Livio Tola, ha portato l’esperienza di un piccolo comune della provincia di Torino che si è rifiutato di attivare una rete Wi-Fi nella locale scuola (dunque pagata dallo Stato), eseguendo invece un normale e “sano” cablaggio per abilitare i computer didattici alla connessione dati richiesta dal Ministero. Si può quindi fare, se si vuole!
Il giornalista d’inchiesta Maurizio Martucci, fresco autore del libro Manuale di autodifesa per elettrosensibili, ha raccontato le ultime novità su questo fronte molto caldo, nel suo ruolo di Coordinatore dell’Alleanza Stop-5G, che ha prodotto un convegno a Vicovaro (RM) meno di un mese fa. In particolare, ci ha raccontato cosa è successo da quel giorno in sede parlamentare, nonché la presa di posizione di alcuni dei 120 piccoli Comuni italiani ai quali è stata imposta la partecipazione forzata alla sperimentazione del 5G.
Essenziale, poi, è stata la discussione finale “a porte chiuse” non tanto su una piattaforma politica di interventi legali e/o normativi, presentata dall’AIE, ma sulla indispensabilità di creare un coordinamento nazionale fra i vari comitati italiani che si occupano di elettrosmog, al fine di creare un fronte comune contro quella che si prospetta come una minaccia imminente.
In tal senso, l’AIE ed i vari comitati presenti hanno convenuto di predisporre un “MoU” (in pratica, un memorandum condiviso) focalizzato sugli aspetti organizzativi, che sarà poi proposto alle altre associazioni e comitati locali presenti sul territorio italiano.

lunedì 1 aprile 2019

CONVEGNO SULL'ELETTROSMOG E SUL 5G - MILANO 30/31 MARZO 2019

Riportiamo qui sotto i video trasmessi in diretta streaming del convegno:

 "Elettrosmog, 5G ed Elettrosensibilità"

promosso dalla Associazione Elettrosensibili Italiani a Milano il 30 Marzo 2019 presso la sala conferenze dell'Hotel Michelangelo

video del mattino 


video del pomeriggio 


Video relativo all'intervento specifico di Olle Johansson, Professore associato al dipartimento di Neuroscienze, dell'unità sperimentale di dermatologia del Karolinska Institutet – Stoccolma, Svezia.




domenica 17 febbraio 2019

IL TAR CONFERMA - DEVE ESSERE FATTA LA CAMPAGNA INFORMATIVA SULL'ELETTROSMOG



MINISTERI dell'Ambiente, della Salute e dell'Istruzione, entro sei mesi al massimo, dovranno adottare una campagna informativa sulle corrette modalità d'uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute e per l'ambiente connessi a un loro uso improprio. L'ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall'Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog.

 Tar ha ritenuto inammissibile la richiesta diretta a ottenere l'emanazione del decreto ministeriale "per difetto assoluto di giurisdizione, venendo in rilievo il mancato esercizio di poteri di natura normativa". Cosa diversa in merito al mancato avvio da parte dei Ministeri competenti di una campagna informativa rivolta alla intera popolazione. Per i giudici - se ne dà conto in sentenza - dagli atti depositati in giudizio, infatti, risulta che già il 16 gennaio 2012 il Ministero della Salute aveva evidenziato che il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all'uso del cellulare fosse alla costante attenzione del Ministero stesso, evidenziando come il Consiglio Superiore di Sanità, in un parere del 15 novembre 2011, aveva rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non fosse dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l'ipotesi di un rapporto causale non potesse essere del tutto esclusa in relazione a un uso molto intenso del telefono cellulare, e comunque raccomandato di mantenere vivo l'interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema.
Il Ministero della Salute dovrà promuovere al più presto (entro sei mesi) una campagna informativa sui rischi per la salute e l’ambiente legata alle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless. Lo ha deciso il Tar del Lazio accogliendo parzialmente il ricorso proposto dall’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog.

La campagna, sostiene l’Associazione, era stata preannunciata sette anni fa, “ma (come si legge nella decisione del Tar) nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso non risulta essere stata ancora attuata”. Per i giudici amministrativi di primo grado “dagli atti depositati in giudizio risulta che già il 16 gennaio 2012 il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori dell’Associazione ricorrente, aveva evidenziato che il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all'uso del cellulare fosse alla costante attenzione del Ministero stesso”.

Qui sotto il decalogo definito dall'Associazione Elettrosensibili