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lunedì 13 novembre 2023

Giovedì 16 novembre alle 21 Incontro pubblico di presentazione delle attività del RAB presso Spazio ARTE a Sesto San Giovanni

 



Il 16 novembre a partire dalle ore 21.00 
presso lo Spazio Arte di Sesto San Giovanni 
Si terrà un incontro pubblico organizzato dal RAB per presentare le attività svolte,
In particolare, durante l’incontro saranno affrontati i seguenti temi:
  • Analisi dei dati delle centraline;
  • Analisi delle campagne merceologiche sulle qualità della Forsu;
  • Campagna di sensibilizzazione per una corretta raccolta della Forsu;
  • Emissioni odorigene nel periodo di test dell’impianto;
  • dialogo con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
  • Rinnovo del RAB e campagna per la raccolta delle candidature delle associazioni del territorio.
Si ricorda che la partecipazione all’incontro è libera. 
Per una migliore organizzazione dell'evento è gradita l'iscrizione inviando una mail a info@rab-biopiattaforma.it


lunedì 30 ottobre 2023

RICHIESTO (SENZA RISPOSTA) IL PIANO D’INTERVENTO IN CASO DI NEVE E GHIACCIO PER L'INVERNO 2023/24

In data 11 ottobre, memori degli inconvenienti subiti durante le ultime nevicate (QUI l'ultima più eclatante), ancora con un clima estivo abbiamo richiesto, con una domanda di accesso agli atti, copia del piano d’intervento in caso di neve e ghiaccio sul territorio comunale di Sesto San Giovanni relativo all’inverno 2023/24, senza ricevere mai risposta. 


La richiesta che abbiamo inoltrato di nuovo (e continueremo a inoltrare fino a quando non ci verrà data risposta) non voleva mettere in risalto inefficienze o incapacità organizzative, ma voleva comprendere quale tipo di organizzazione era prevista, dopo un lungo periodo durante il quale non abbiamo avuto precipitazioni significative è ragionevole pensare che in inverno nevichi e faccia freddo e per questo, sulla base di esperienze passate ci sarebbe piaciuto verificare e magari proporre, soluzioni più efficaci (che fino ad oggi non sono mai state ascoltate).

Purtroppo, non solo constatiamo che, con ormai l'inverno alle porte, sembra non esserci la ben che minima organizzazione in merito, ma neppure la volontà di rispondere.

mercoledì 9 agosto 2023

TERRAZZA BERGAMINA - AGGIORNAMENTO DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N°160 del 27/07/2023


Abbiamo aspettato qualche giorno, giusto per non unirci al coro dei "saputi", metabolizzare una incompetenza politica a 360° e cercare di comprendere come possa essere successo, e quali "menti folgoranti" possono aver partorito un corto circuito di tale portata.

La cosa triste è che non sembra essere stato compreso il motivo, è sempre colpa dell'altro (anche questa mancanza di responsabilità è un indice di basso profilo politico) che ha portato a questa sentenza, basta leggere il comunicato di Regione Lombardia (clicca QUI) dove si continua a ribadire la volontà di delega ai comuni, come se non fosse successo nulla.


Tralasciamo i commenti sulla superficialità adottata dalla Regione nel delegare i comuni, dove molti non erano (e non lo sono ancora adesso) attrezzati a far fronte a bonifiche di tale portata sul territorio lombardo, e del ritardo di tutti gli organi dello Stato (forse troppo compiacenti) ad accorgersi 
DOPO diciassette (17) anni dell'anticostituzionalità dell'atto, sancito in tempi brevi (meno di 1 anno) dalla Corte Costituzionale ad emettere una sentenza del genere 

Per correttezza riportiamo la nota dell'ufficio tecnico giunta a noi in data 2 agosto 2023 alle ore 11,23  ancor prima che uscisse sui giornali o sui social, e di questo ringraziamo pubblicamente per la correttezza.

"mi preme informarvi che, a seguito del nostro incontro di martedì 25/07/2023, nel quale sono state date informazioni e sono stati presi impegni da parte dell'Amministrazione per il proseguo degli interventi sulle procedura ambientali relativamente alla Terrazza Bergamina.
Successivamente in data 27/07/2023 è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale (che si allega alla presente) che dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art.5 della LR n°30/2006, normativa con la quale Regione Lombardia aveva trasferito nel 2006 le funzioni amministrative e le procedure operative inerenti le bonifiche ai Comuni.
Pertanto questa Sentenza determina il fermo di tutte le procedure comunali in corso, in quanto le funzioni amministrative, in capo ai Comuni, sono ritenute dal 28/07/2023 illegittime.
Sentita Regione Lombardia, la stessa ci comunica che sono in corso trattative con il Ministero per risolvere questo problema.
Sarà cura del Servizio scrivente comunicarvi aggiornamenti."

Rimane poi da chiarire (e non certo da parte della Regione) cosa succede sulle opere di bonifica eseguite e chiuse in tutto questo lasso di tempo e sul loro eventuale effetto sulla salute della cittadinanza perché ci piace ricordarlo gli effetti della sentenza  di accoglimento operano ex tunc, ossia sono retroattivi.

Qui sotto riportiamo le prime pagine della sentenza giusto per far comprendere la tempistica e da dove è nata la rivendicazione (ne consigliamo comunque la lettura di tutte e 11 le pagine che compongono la sentenza)



lunedì 31 luglio 2023

NOVITA' SULLA TERRAZZA BERGAMINA/BOTTONI - AGGIORNAMENTO A LUGLIO 2023 (DELL'ODISSEA SESTESE)

 

In data 27 luglio 2023 abbiamo incontrato l'Assessore Lamiranda con l'unico tecnico che si occupa delle bonifiche per fare il punto della situazione come concordato a maggio.

E' stata definito un piano di caratterizzazione (che abbiamo richiesto con un accesso agli atti) e il 12 luglio 2023 l'apertura di una conferenza dei servizi (trattandosi di opera di bonifica) che dovrebbe chiudersi il 26 agosto 2023 (45 gg disponibili alle istituzioni per presentare eventuali osservazioni).


Viene confermata la chiusura della procedura di bonifica dopo aver portato via circa 119 tonnellate di materiale (ma come mai ??? non doveva essere tutto a normale????) , .

Le indagini di caratterizzazione saranno condotte in contraddittorio con l’ARPA a OTTOBRE 2023, e si svolgeranno in contraddittorio ovvero procedere con il prelievo/analisi di due campionamenti:
  • n°1 campione di fondo scavo (FS)
  • n°1 campione lungo la parete di scarpata (P)
L’ubicazione dei punti di campionamenti verrà definita con i tecnici di ARPA Lombardia in loco e l'eventuale validazione dei risultati del piano di campionamento di collaudo finale da parte dell’Agenzia regionale che andrebbe a confermare il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione dei suoli andrebbe a costituisce certificazione dell’avvenuta bonifica del suolo.




Nel caso tutto proceda nel migliore di modi a dicembre 2023 si chiude il procedimento di bonifica, ed è quindi auspicabile un'apertura del cantiere per l'inizio dei lavori tra il mese di febbraio e marzo 2024.
Difficile ora poter dare una data PERCHE' I LAVORI CHE ERANO GIA' STATI ASSEGNATI SEI ANNI FA HANNO SUBITO DEGLI AUMENTI (se non altro il solo costo dei materiali è variato) per cui andrà fatta un analisi anche alla luce di opere previste e già eseguite come ad esempio una parte della ciclabile era a carico della terrazza.

Vediamo dopo anni un atteggiamento differente, ci siamo dati appuntamento a fine ottobre per avere il responso dell'incontro con ARPA e conoscere i passi che il comune vuole fare per procedere.

Il consiglio Direttivo dell'Associazione Sottocorno





venerdì 28 luglio 2023

COMUNICAZIONE SUI PROBLEMI ODORIGENI A CASCINA GATTI GENERATI DALLA BIOPIATTAFORMA E DEPURATORE


L'Associazione Sottocorno anche se non ha mai pubblicato niente in merito, sta seguendo il problema che si è venuto a generare con gli odori creati dalla biopiattaforma e dal depuratore in questi ultimi mesi, in particolare da fine aprile ad oggi, in corrispondenza dell'inizio del trattamento della FORSU conferita nell'impianto.
Essendo parte attiva del RAB (comitato di controllo) abbiamo da sempre inserito negli ultimi mesi all'ordine del giorno tale problema, che abbiamo sempre sostenuto (dal 2016) rappresenti un serio problema poiché è difficilissimo da prevenire (dipenda da numerosi fattori) ed altrettanto complesso da gestire.

Nell'ultima seduta chiedendo spiegazioni abbiamo ricordato che questo problema è stato completamente sottovalutato sia dal Comune di Sesto San Giovanni che da CAP, che invece pensavano di trovarsi ben altre esposizioni, perché gli odori registrati vanno ben oltre la normale sostenibilità sia in fatto di estensione (si è superato anche il km di distanza in base ai venti del momento), di intensità (mai registrata prima, che ha portato una parte della popolazione di Cascina Gatti a vivere con le finestre chiuse a causa degli odori maleodoranti, con conseguenti e continui conati come ci è stato sempre riportato), che per durata (inammissibile che problemi generati da un impianto durino ore o notti intere).
L'associazione, anche se non l'ha mai pubblicato, si è sempre fatta carico delle segnalazioni che gli sono arrivate (via mail, social o con semplici contatti personali) riportandole sempre a CAP in un ottica di collaborazione con il fine di cercare di risolvere quanto prima ogni singolo problema, senza mai tirarci indietro nelle critiche.

L'ultimo evento di rilievo (per intensità) che ci è stato segnalato, è di ieri sera intorno alle ore 22:00 (27/07/2023) che abbiamo prontamente segnalato riuscendo ad attivare una verifica immediata, anche grazie alla disponibilità di CAP (che ha compreso da subito la gravità del problema), così questa mattina siamo stati informati che l'evento di ieri sera è stato generato da una serie di guasti elettrici dei sistemi di trattamento aria sulla linea FORSU del nuovo centro che sono stati poi riattivati. da una squadra di intervento che hanno risolto il problema intorno alle 2:00 di notte, con un guasto simile verificatori nel weekend scorso.
CAP ci ha ribadito che si tratta di situazioni che si stabilizzeranno sicuramente nei prossimi giorni, mano a mano che l’impianto entrerà a regime e che a titolo precauzionale ha definito un presidio di pronto intervento sull’impianto in modo da poter intervenire in tempo reale e riattivare i presidi in caso di guasti.

Il discorso sul depuratore invece è più complesso, primo perché da sempre ha generato problemi odorigeni che conosce bene chi abita in prossimità della struttura, da sempre sottovalutati (perché in maniera errata, e siamo gentili, venivano attribuiti all'inceneritore) secondo perché di difficile soluzione, è anche vero che mai hanno raggiunto per intensità ed estensione gli eventi rilevati in questi ultimi quatto mesi.

Da aprile ad oggi sappiamo che il lavoro svolto e le costanti segnalazioni che sono arrivate hanno aiutano a migliorare e risolvere i problemi circoscritti, invitiamo a continuare a segnalare eventuale problemi assicurando che non cadono mai nel dimenticatoio ed anche se non ricevono risposta costituiscono, se sono precisi e circostanziati (ora giorno e luogo) uno strumento realmente utile per eliminare (o circoscrivere) il problema.

martedì 25 luglio 2023

25 LUGLIO 2023 - UN DISASTRO ANNUNCIATO CHE CONCLAMA (DOPO L'ALLUVIONE DELLA ROMAGNA) IL CAMBIAMENTO CLIMATICO


Premesso che, nessun sindaco può fare qualcosa di risolutivo, ma può (E DOVREBBE!!!) eventualmente attivarsi per fare qualcosa in concerto con altri comuni, quando ti capita una super cella come questa (le super celle sono i fenomeni più pericolosi in termini di potenza sprigionata e potenziali danni) non puoi fare nulla, soprattutto se l'estensione va dalla provincia di Monza a Opera, quando hai grandine grossa come mele, venti con raffiche fino a 120-130 km/h, (chiamate in gergo downburst rari in pianura padana) non c'è sindaco né forza politica che tenga, questo è solo l'inizio ....... sono decenni che si lanciano allarmi e decenni che si minimizza prendendo in giro chi "osava allarmare".

Per cui questo post lo DEDICHIAMO A TUTTA LA CLASSE POLITICA CHE HA SEMPRE MINIMIZZATO IL PROBLEMA, prendendosela con una ragazzina adolescente, che aveva la colpa di dire quello che a ricercatori e scienziati non veniva permesso di dire.


Complimenti vivissimi per la vostra incapacità, per il vostro pressapochismo, 

QUESTO NON E' STATO UN TEMPORALE ESTIVO, 

come non lo era quello sul Lago Maggiore il 28 maggio 2023, a Verona e Brescia il il 21 luglio 2023, e come non lo era quello che ha colpito la Romagna e le Marche a maggio del 2023








Qualche video, così, giusto per dimenticare....................................

mercoledì 19 luglio 2023

CHIEDIAMO LA CHIUSURA DEL CASELLO SULLA TANGENZIALE E DICIAMO NO AL FUTURO PROGETTO DI FAR PAGARE LA TANGENZIALE DI MILANO


Abbiamo appreso da un articolo sul Giorno (clicca QUI per leggerlo) come Il sindaco di Sesto San Giovanni accusi il sindaco di Milano, di penalizzare l'hinterland con l'aumento del ticket per l'Area C. 
Oggettivamente non vediamo tale penalizzazione, ci sembra la solita sceneggiata "politica", siamo invece concordi nel chiedere soluzioni per favorire ed incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici e per il prolungamento della M1 in tempi celeri, ma per questo serve una azione concreta del governo (che non ci pare avvenga) , come siamo concordi che NON si amministra un territorio importante come quello di Milano, e aggiungiamo anche quello Regionale, tramite azioni unilaterali.


Lo scorso anno abbiamo appreso direttamente da Serravalle (durante l'incontro che abbiamo organizzato insieme al Comitato di Cascina Gatti) per comprendere le motivazioni che portavano a ritardare l'apertura dello svincolo a Cascina Gatti, del progetto, che si sta portando avanti in modo silenzioso, che prevede la chiusura del casello, ma mira a far pagare la tangenziale per ogni km percorso. 

A questa presentazione ovviamente ci siamo opposti dicendo NO all'idea di voler far pagare la tangenziale di Milano, tale idea non intende far diminuire il flusso di traffico perché non pone delle alternative, oggi la tangenziale riceve il traffico generato dall'introduzione dell'area B del capoluogo, ed ha semplicemente l'unico scopo di far cassa colpendo il ceto medio (molto presente nell'hinterland) che usa tale struttura per lavorare o andare a lavorare, e chi trasporta delle merci, dando così un contributo indiretto di far aumentare i prezzi a causa dei un eventuale gabello nascosto dalla scusa di far pagare in modo equo l'uso della tangenziale.


Abbiamo ricordato che la tangenziale di Milano è un nodo strategico e che le tasse che i cittadini pagano devono servire al mantenimento di tale struttura, ricordando altresì che la chiusura del casello sulla tangenziale è un dovere poiché era stato attivato per contribuire a pareggiare i costi sostenuti per la costruzione dell’infrastruttura viabilistica, ed allora, si promise alla cittadinanza che una volta ammortizzati i costi sarebbe stato tolto.

Durante l'incontro ci siamo anche permessi di far notare che il sistema di pagamento adottato sulla Pedemontana (che sarebbe poi quello che si vorrebbe adottare sulla tangenziale) è di fatto fallito per l'eccessivo costo e la bassa percorrenza, facendo presente che in altri paesi (vedi la Germania) la gestione delle autostrade è in carico allo stato e facendo una semplice proporzione, visto l'importanza strategica che ricopre la tangenziale di Milano, la gestione dovrebbe essere, a nostro avviso, a carico della Regione che di soldi ne riceve, e crediamo, anche troppi.

Per fare questo chiediamo al Sindaco di Sesto San Giovanni di lavorare ATTIVAMENTE (cosa che fino ad oggi non ci pare sia mai successo) in modo da sostenere lo smantellamento fisico del casello, e di conseguenza del traffico di attraversamento della nostra città.

Non vorremmo che in un prossimo futuro ci trovassimo con una serie di dogane elettroniche, in stile città stato medioevali, istituite "formalmente" sempre per la salvaguardia dell'ambiente e della salute, in realtà utilizzate per generare cassa a spese di chi vive in una zona periferica ma lavora in un'altra zona ed è costretto (perché non esistono mezzi alternativi all'auto o moto) ad usare la tangenziale come unico strumento per recarsi al posto di lavoro.

Benigni e Troisi passaggio alla dogana: "Un Fiorino!" - Non ci resta che piangere [1985]

Aspettiamo di vedere attivarsi la giunta della città di Sesto San Giovanni per il rispetto dei diritti dei Sestesi che sono obbligati ad utilizzare la tangenziale, magari chiedendo una compensazione ambientale (mai chiesta ne ottenuta) per i suoi residenti a causa dell'inquinamento e dei problemi sanitari che ha portato sul territorio a causa del traffico di attraversamento generato decenni fa da uno scellerato accordo di concessione.

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PS. A Luglio 2023 la paratia è sempre al suo posto nel totale menefreghismo di Comune e società Serravalle .............................



mercoledì 12 luglio 2023

L’ASSOCIAZIONE SOTTOCORNO RINUNCIA A PARTECIPARE ALLA CONSULTA DELL’AMBIENTE DEL COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI

A seguito della prima convocazione della Consulta dell’Ambiente avvenuta in data 27 giugno 2023, in data 7 luglio 2023 il consiglio direttivo dell’associazione, ha deliberato di 

NON APPROVARE LA PARTECIPAZIONE ALLA CONSULTA DELL’AMBIENTE



Consideriamo tale consulta, per una città come la nostra, di fondamentale importanza ma non crediamo che questa classe politica abbia la stessa considerazione.
Le motivazioni che hanno spinto a tale decisione sono varie ma si possono riepilogare sinteticamente nei seguenti punti:
  • Un ritardo ingiustificato nella convocazione, evidente sintomo che viene vista come disturbo e non come opportunità
  • Una ingiustificata configurazione, che non corrisponde alle associazioni o comitati presenti e attive sul territorio, a nostro avviso la consulta dovrebbe essere espressione della società civile attiva, ovvero l’insieme di associazioni o comitati (e non di singoli soggetti) che hanno negli anni perseguito fini ambientali comuni e che possono in maniera propositiva analizzare, discutere e proporre entrando nel merito degli argomenti trattati, e non un gruppo ristretto selezionato dalla maggioranza politica della città.
  • Mancanza totale di un criterio funzionale che premi la competenza al posto della conoscenza e di fatto dopo un anno di ritardo la mancanza di un contest di selezione con tale criteri rende vana a nostro avviso la costituente consulta, ravvisando (come nella precedente) un numero eccessivo di soggetti “politici” o meglio di persone legate politicamente ai partiti di maggioranza.
A questo, visto la negativa esperienza svolta con la precedente consulta, non rilevando cambiamenti degni di nota,  l’associazione non può permettersi di dedicare forze e persone ad una attività, che di fatto si trasforma in una sorta di propaganda politica su piccoli problemi di ordinaria gestione, senza nessuna incidenza sui reali problemi ambientali della città, che vogliamo ricordare essere un SIN con problemi ambientali e sanitari importanti.
 
L’associazione ringrazia comunque il presidente Pogliaghi per aver considerato la nostra presenza.

Sesto San Giovanni 12 luglio 2023

Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Sottocorno
              


 

lunedì 19 giugno 2023

QUARTIERE ADRIANO - IL COMUNE DI MILANO CAMBIA IDEA E NON INTERRA PIU' L'ELETTRODOTTO

Il mancato interramento è la nota più rilevante che abbiamo registrato durante la serata organizzata il 9 giugno presso la sala Magnete dal comune di Milano.
Serata interessante dove sono state presentate opzioni e studi per riconnettere le aree di Milano dopo averle, a nostro modo spezzettate con logiche urbanistiche care solo agli speculatori che negli anni si sono presentati con progetti volti solo a costruire per capitalizzare, senza nessun piano servizi o sociale che fosse in grado di regolare il tutto, oggi ci proviamo, ed anche con competenza, anche se a nostro avviso  andrebbe fatto prima, e non dopo aver dato i permessi per costruire.
Cambiano i comuni e le giunte che le governano, ma il modus operandi rimane sempre lo stesso.

Per quanto riguarda invece l'elettrodotto da 380 kv che ancora oggi è in funzione e che passa per il quartiere Adriano, sapevamo, fino a qualche mese fa, che il progetto di prolungamento della linea 7 a Cascina Gobba finanziato con i fondi del PNNR, ne prevedeva l'interramento, sopra il quale sarebbe passato il tram dividendo (come attualmente fa in via Adriano ) le due carreggiate.
Tutto cancellato in pochi minuti di presentazione, che con molta superficialità ha presentato la nuova configurazione che vede anche una nuova sezione (che riportiamo qui sotto).

Clicca QUI il link per leggere la documentazione a pag.64 sul sito del comune.

Peccato, comprendiamo (anche se non è stato esplicitamente detto) che probabilmente i ritardi accumulati sono tali che non permettono il progetto d'interramento e la copertura del suo costo a causa dell'aumento dei costi di cantiere.
Quello che reputiamo poco accettabile è come è stato fatto, con superfluità, accollando la colpa al fatto che Terna non vuole interrare.
La società Terna non ci è sicuramente simpatica, ma ricordiamo, così come lo abbiamo fatto negli ultimi 14 anni a tutti i politici di diverso colore in diversi comuni che Terna non ha l'obbligo d'interramento, a meno che l'area non rientri in un piano di razionalizzazione delle linee, il costo d'interramento è a carico (in questo caso del Comune) di chi chiedo l'interramento (eravamo presenti quando tutti gli assessori che vi si sono avvicendati in questi anni lo hanno affermato), perché prendere in giro la cittadinanza, oggi gli elettrodotti (causa un quadro normativo che non tutela la salute) vengono interrati partecipando a bandi per la salvaguardia del paesaggio.
Significa perdere un'opportunità che non si presenterà più.


lunedì 5 giugno 2023

NOVITA' SULLA TERRAZZA BERGAMINA/BOTTONI - AGGIORNAMENTO A MAGGIO 2023 DELL'ODISSEA SESTESE

Di questa odissea vi rendiamo conto dell'ultimo incontro avvenuto giovedì 11 maggio in video conferenza insieme al Comitato di Cascina Gatti, con una delegazione del Comune composta dall'Assessore Lamiranda e da due tecnici comunali.
L’incontro inizia con un riepilogo che ha portato alla nuova configurazione della terrazza (illustrata nella planimetria posta qui sopra), durante l’esposizione contestiamo fortemente tre punti, ovvero:
  1. la scelta di fare un’area giochi per bambini
  2. la scelta di fare un’area fitness
  3. la richiesta di limitare la piantumazione
Le contestiamo perché continuano ad essere presentate come richieste raccolte nel corso degli anni da comitati e associazioni del territorio, e questo è
 FALSO

MAI questi tre punti sono stati presentati negli ultimi 14 anni ai tavoli di condivisione del progetto,
MAI ai tavoli, che avevano l'obbiettivo di individuare lo scopo e la definizione preliminare
MAI quando è stato definito il primo e il secondo progetto.
Chiediamo spiegazioni (non alla parte tecnica del tavolo presente ma alla parte politica) sul perché ci si continua a nascondere dietro alle richieste dei comitati e associazioni QUANDO QUESTO NON E' MAI AVVENUTO, la realtà supponiamo sia differente ed è che tali punti sono stati presentati durante la campagna elettorale del 2017 ed, in maniera autonoma, inserite nel progetto.
Progetto che crediamo, sia stato volutamente ritardato con lo scopo di volerlo poi inaugurare prima della campagna elettorale del 2022 (cosa non è successa a causa dell’inquinamento trovato e sempre negato dall’amministrazione), a tutto questo NON si riceve risposta e l’assessore cambia argomento, incalzato non risponde.

Il tecnico comunale ci informa che si è dovuto rivedere il perimetro del progetto a causa dei problemi ambientali trovati, specificando che la procedura di bonifica è stata un procedura semplificata rispetto a quella ordinaria, che ha permesso di essere più veloci (!!!!!!!) mentre la contaminazione trovata ha di fatto allungato i tempi. Anche in questo caso è stato ricordato che, sia l’Associazione che il Comitato han fatto sempre presente che quell’area era contaminata e il comune ha sempre negato, sul perché abbiamo perso tempo negli ultimi 14 anni ad intervenire non viene data risposta.
Altro cambiamento del progetto è stato il differente tracciamento della pista ciclabile, fatto in fretta e furia, che non coincide con quello previsto in passato e condiviso con la cittadinanza attiva, anche in questo caso, a nostro avviso per venire incontro a richieste fatte in campagna elettorale, variante che ha di fatto distrutto la parte umida posta a sud di fronte alla terrazza, che risultava essere, in un parco rurale, un’area di pregio a livello ambientale, ma che evidentemente non sia ha (ancora oggi) la sensibilità e la cultura per comprenderne il valore.
Ci viene ricordato, per tranquillizzarci, che il progetto è già stato assegnato e affidato ad una ditta per cui i tempi di esecuzione sono certi, su questo punto ci permettiamo di chiedere il perché i lavori non siano già iniziati, ricordando all'assessore che i lavori erano stati promessi per novembre 2022 (!!!!) e su questo punto, tra lo sgomento dei presenti ci viene fatto presente che il Comune Sesto San Giovanni ha solo un (1) tecnico che segue tutte le pratiche relative alle bonifiche ambientali, e che questo al momento non ha il tempo necessario per eseguire la relazione ed eseguire il collaudo in contraddittorio con ARPA organizzando un incontro in loco per verificare e chiudere l’iter burocratico / amministrativo aperto.
Questa risposta ha praticamente dell'incredibile, una delle città più inquinate d'Italia, con opere di bonifica del valore di miliardi che coinvolgono la salute di 82.000persone sono affidate alla presenza di 1 tecnico, al quale possiamo solo dire grazie per non essersene andato, esternando però lo sdegno per una gestione fallimentare degli uffici comunali (in sette anni nulla è stato fatto per migliorare la situazione), un S.I.N. come Sesto San Giovanni dovrebbe avere una struttura tecnica di ben altra dimensione (ed anche su questo punto non riceviamo risposta).
Ritornando al problema della terrazza abbiamo ricordato che l’Associazione ha da sempre chiesto:
  • più area verde e meno cemento o asfalto, anche se drenante (e lo scorso anno avevamo ricevuto un impegno in questo senso)
  • di salvare gli alberi esistenti (ed era stato confermato che gli alberi sarebbero stati salvati)
  • di piantumare anche la zona di fronte alla terrazza (la risposta fu, che dopo le azioni di bonifica si sarebbe provveduto)
  • di ridurre il numero di panchine previste, inizialmente 32 ad oggi 24 (numero che giudichiamo eccessivo e durante l'incontro viene confermato che una parte verrà spostata all’interno del parco)
  • di installare sensori di presenza per l'accensione dei lampioni limitando così l'inquinamento luminoso (viene confermato l’installazione di un crepuscolare che riduce la luminosità in assenza di persone
Abbiamo fatto presente con non siamo contro ne l’area giochi per bambini, ne contro l’area fitness, ma abbiamo ricordato che non essendo opere inserite nel progetto finanziato, non vorremmo blocchi la definizione della terrazza che ha raggiunto ormai ritardi BIBLICI

Nel dettaglio abbiamo ricordato che: 
  1. l’area fitness, era da sempre inserita nella definizione del parco (con un altro centro di costo) e non nella terrazza.
  2. non sono un altalena e uno scivolo a preoccuparci, ma bensì cosa intende eseguire l’amministrazione, a riguardo chiediamo come verrà eseguito il fondo dell’area giochi senza ricevere risposta o meglio l'unica risposta data è stata: "dobbiamo chiedere ai tecnici", per cui abbiamo chiesto, non essendoci obblighi di legge in merito, che le attrezzature vengano installate su prato evitando colate di cemento e fondi che impermeabilizzano il terreno e rendono impraticabile l'area nei mesi estivi generando isole di calore.
  3. Abbiamo anche chiesto, non essendo all’interno del progetto finanziato, di considerare di eseguire tali opere dopo, iniziando il prima possibile i lavori , perché ad ogni anno di ritardo è corrisposto un aumento dei costi dei materiali, aumenti che rischiano di far saltare la definizione della terrazza e di lasciarla ad area abbandonata a vita.
Dopo una lunga discussione l’assessore Lamiranda, seccato dall'incalzare delle richieste, dà la sua parola che la pratica relativa alle bonifiche si concluderà entro la fine di luglio 2023 oltre a programmare in agenda un  successivo incontro a luglio 2023 per comprendere meglio l’inizio vero e proprio cantiere, che potrebbe essere ragionevolmente previsto per settembre 2023.

Non è il ponte sullo stretto di Messina ne un'autostrada o la TAV, non è una grande opera è semplicemente una terrazza il cui progetto è già definito e finanziato da anni.

Il consiglio Direttivo dell'Associazione Sottocorno



sabato 15 aprile 2023

AL QUARTIERE GESCAL O PARCO DELLE TORRI INCOMINCIANO I LAVORI - QUI ALCUNI CHIARIMENTI OTTENUTI SULLE BONIFICHE

 

La serata ha registrato purtroppo una scarsa affluenza (come tante altre iniziative) ma visto l’ordine del giorno e la particolarità dell’argomento ci aspettavamo più partecipazione, Come avevamo anticipato è iniziata con un leggero accenno alle bonifiche per poi concentrarsi sulle opere di corredo urbano che verranno eseguite.

Precisazione; per correttezza rettifichiamo quanto affermato in precedenza perché non eravamo al corrente dei finanziamento di Regione, nel febbraio del 2019 l'assessore Lamiranda ci illustrò il progetto con un onere di costo complessivo di 4.305.000 di euro finanziati da Regione Lombardia di cui circa 2.000.000 di euro affidati al comune di Sesto S.G. per i lotti C e D il restante ad ALER per i lotti F; H e I

Nulla da dire sul progetto "urbanistico" che riteniamo valido, sempre che non venga vandalizzato il giorno dopo la consegna al quartiere.
Il tema delle bonifiche siamo riusciti ad affrontarlo nel dettaglio solamente perché abbiamo posto una domanda diretta a fine presentazione, e sinteticamente prevede un inizio lavori con l’asportazione del terreno contaminato, per una profondità di circa 1 / 1,5 metri a causa dei numerosi sottoservizi interrati come le linea della corrente, linee gas, luce fogne ecc.., che di fatto impediscono di scendere oltre quella quota, dopodiché verranno stesi teli di plastica per isolare gli inquinanti e riportato materiale “pulito” sul quale piantumare ed installare / costruire le attrezzature presentate (campo da bocce, giochi ecc..).
Non ci dilungheremo sulla configurazione del campo da bocce o del tipo di piante scelte, nel nostro racconto vi raccontiamo quello che invece cos’è emerso durante il dibattito finale.
La domanda posta chiedeva di spiegare cosa è stato trovato nel sottosuolo come materiale inquinante e lo scopo del laghetto per limitare la percolazione.
La geologa dell'ufficio ambiente del comune ha spiegato che l’indagine condotta è stata accurata ed ha preso molto tempo agli uffici preposti collaborando anche con ARPA, ATS e uff. della Regione e città Metropolitana, ha visto l’esecuzione di carotaggi (con perforazioni a 4 metri) o scavi in trincea (che prevedono uno scavo ad una profondità compresa da un min di 50 cm fino ad un max di 1,5 metri circa)  che hanno evidenziato praticamente la presenza di idrocarburi e di tutti i metalli pesanti conosciuti (cromo esavalente compreso) oltre ad inerti e scarti normalmente presenti in una comune discarica, ammettendo pubblicamente che il quartiere è stato costruito su una cava usata per estrarre argilla ed utilizzata successivamente come discarica.
E’ stato spiegato correttamente anche che l’opera è degli anni 70 ( 1972-1978) antecedente alla prima legge ambientale risalente ai primi anni del 1980, giustificando così la scelta fatta quei tempi (per noi scellerata) di costruire senza bonificare.
La spiegazione e la ricostruzione la consideriamo precisa e corretta, ci rimane il dubbio di come la politica (di allora), anche in assenza di leggi di tutela sanitaria e ambientale abbiano potuto consentire, ed autorizzare la costruzione di un quartiere di circa 2000 persone sopra (SOPRA) una discarica utilizzata dalle azienda del comparto metallurgico presente allora.
Sulla presenza del laghetto presentata come una vasca di laminazione delle acque piovane (perché c’è un obbligo di legge in merito), precisiamo che questo è vero in parte, il laghetto non è una vasca di laminazione (le vasche di laminazione trattengono le esondazioni di fiumi vedi parco nord), ma una vasca di contenimento e di raccolta delle acque piovane che prima di essere immesse nella rete fognaria deve decantare per non aumentare la fase di picco al depuratore, quello che non è stato spiegato è il perché tutto il progetto verte intorno a questa vasca.

Proviamo a darla noi la spiegazione, quanto progettato non raccoglie solo l’acqua che deve essere smaltita nella rete fognaria, ma anche l’acqua che normalmente viene assorbita dal terreno, in realtà è stato omesso di spiegare (e non ne comprendiamo il motivo in quanto valore aggiunto del progetto) che in questo caso sarebbe causa di percolazione negli strati inferiori, ricchi di metalli pesanti che rischierebbero di inquinare la falda, in questo modo si riduce drasticamente il rischio di percolazione nel terreno.



La quantità d'acqua che si infiltra nell'ammasso di rifiuti e che, dopo averlo saturato, giunge fino al fondo della discarica costituisce il percolato. Tale infiltrazione, attraversando la massa del rifiuto in via di decomposizione, incrementa il proprio contenuto di sostanze sospese e disciolte, creando un miscuglio di composti organici ed inorganici in fase acquosa, con caratteristiche proprie di un liquame altamente inquinante. La formazione del percolato è causata da differenti fenomeni, spesso concomitanti:

a) rilascio di parte dell'acqua originariamente contenuta nel rifiuto (cioè dell'umidità iniziale);

b) produzione di acqua di processo, per via delle reazioni di natura biochimica che si verificano in discarica;

c) attraversamento e conseguente lisciviazione dei rifiuti da parte di acque di origine meteorica.

Dei tre fenomeni citati, l'ultimo contribuisce in maggior modo alla formazione del percolato (anche se i rimanenti due consentono spesso di giustificarne l'origine, pure in assenza di eventi meteorici), in questo modo si può affermare che la quantità di percolato che si forma in una discarica controllata è legata soprattutto alla piovosità, all'altezza ed alla compattazione dei rifiuti.

Un po' diverso da quanto esposto, e soprattutto minimizzato durante l’esposizione, il progetto di per se non è un cattivo progetto anzi rappresenta anche un passo in avanti rispetto a quanto fatto fino ad ora (ovvero il nulla), la tecnica di “incapsulamento del terreno inquinante” è una tecnica diffusa e utilizzata, l’alternativa sarebbe stata quella di spostare un quartiere intero e incominciare una bonifica dopo aver abbattuto i caseggiati con costi di centinaia di milioni.

Questo è il risultato di politiche passate “folli” , che paghiamo oggi, mirate solo a garantire lavoro (a spese dell'ambiente e della salute autorizzando sversamenti di ogni genere) e case (di bassa qualità senza una progettazione “sociale”), senza vedere gli eventi nel loro complesso e gli effetti che generano nel breve, medio e lungo termine, e non crediamo alle giustificazioni legate all’ignoranza del tempo, o alla poca sensibilità ambientale (negli anni 70 sia la conoscenza che la sensibilità era già presente) ma più ad incapacità e incompetenza (e forse anche qualcos'altro...).
L’aspetto positivo di tutto questo è che si incomincia a fare qualcosa (anche se con  tempi biblici) quello negativo che per lo scempio fatto non pagherà nessuno, e sarà  eseguito al momento solo su due lotti il C e il D (su cinque F; H; I a carico di ALER), quindi meno della metà del quartiere (che è stato diviso in 8 lotti di intervento), non siamo proprio convinti che una esposizione di questo genere non abbia generato una caratterizzazione sanitaria e sarebbe stato opportuno chiedere ad ATS un'analisi epidemiologica dettagliata, in contemporanea con l'inizio della progettazione (avvenuta 15 anni fa) in modo da comprendere se l'intervento proposto fosse valido o inefficace.


Se il risultato finale porterà il quartiere a 
diventare un centro attrattivo per le aree limitrofe o meglio un’area inclusiva per i cittadini è auspicabile, ma è presto per dirlo, certo il continuo degrado e i continui vandalismi quotidiani non danno certezze in merito anche perché come sempre accade in questi casi ad azioni concrete di rigenerazione urbana non seguono mai azioni sociali di contrasto alla microcriminalità o di supporto all’emarginazione e integrazione (che probabilmente avrebbero uguale peso economico, ma qui si entra in un'altra sfera che mai si è voluto affrontare e crediamo mai si affronterà) in questo modo si rischia di rendere vano lo sforzo che si sta cercando di fare.

Per il futuro un po' più di coraggio nell'affrontare i problemi ambientali presenti sul territorio e la tutela della salute dei cittadini non guasterebbe, senza minimizzare sempre gli eventi, ma affrontandoli con altro piglio, visto anche il lavoro tecnico svolto dietro al progetto.

E’ stato promesso che sul sito del comune di Sesto San Giovanni verranno pubblicate tutte le slide presentate durante l'incontro.


giovedì 13 aprile 2023

ABBATTUTA LA QUERCIA SECOLARE NEL PARCO LA GOCCIA ALLA BOVISA - SOLIDARIETA' AL COMITATO LA GOCCIA

CAMBIANO I COMUNI , CAMBIANO I COLORI DELLE GIUNTE MA IL RISULTATO E' SEMPRE QUELLO NON CI SI FERMA MAI E SI ABBATTE L'ENNESIMO ALBERO SECOLARE CHE HA VISSUTO E RESISTITO IN UNA DELLE TANTE AREE INDUSTRIALI MILANESI

  

Lo abbiamo appreso dalla loro pagina Facebookal "Comitato la Goccia" va la nostra solidarietà per aver cercato in tutti i modi di salvare la Quercia Madre che aveva resistito fino ad oggi in un area industriale che dalla sua dismissione ha saputo partorire 42 ettari di bosco spontaneo con 2500 alberi di alto fusto che oggi rischia (guarda caso) la cementificazione.

La prima regola è non distruggere ciò che si è salvato (va tutelato!!!) la seconda è "piantiamo gli alberi" (magari anche con ForestaMi !!!) magari senza cementificare (concetto tanto caro agli amici dei politici)


La cosa buffa è chi ha compiuto / ordinato questo pensa di aver vinto, in realtà ha impoverito per l'ennesima a volta il territorio, valgono molto, ma molto poco le piantine a compensazione, questo territorio ha bisogno di alberi secolari con una capacità reale nel convertire la Co2 e assorbire il particolato.

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mercoledì 12 aprile 2023

ALLE GESCAL DOPO OLTRE UN DECENNIO INCOMINCIANO I LAVORI (SI SPERA ANCHE QUELLI DI BONIFICA)

Da sempre è definito come il quartiere GESCAL, nato tra gli anni 1972 e 1978 con 27 torri per una popolazione di 2000 abitanti , la struttura residenziale del quartiere è formata da 9 nuclei costituiti da 3 torri ciascuno, di altezza variabile decrescente, immerse nel verde, progetto oggi talmente innovativo da far arrossare le archistar contemporanee che invece prevedono alla base dei palazzi colate di cemento o piazza inutili rigorosamente al sole in modo da non essere mai sfruttate.

Forse oggi il politico si è accorto della reale differenza e le ha rinominate il “Parco delle Torri”, usando forse un "appellativo"  più trendy in linea con i restyling verbali degli speculatori presenti sul territorio comunale.


Fatta questa premessa parliamo del progetto di bonifica, perché questo progetto è nato come un progetto di bonifica di terreni contaminati, e sicuramente non nasce ora con questo sindaco/giunta, ma è un progetto vecchio di almeno 20 anni perché un bel giorno qualcuno si è accorto che su quel terreno (contaminato) è stato costruito un quartiere senza eseguire la ben che minima bonifica.

Così è incominciata la ricerca dei fondi per intervenire, ma non radicalmente (come auspicavamo) ma limitandosi ad intervenire tra le aree verdi che ci sono tra i caseggiati.


Questo è il motivo reale dell'intervento tutto il resto, dai giardini alle piante passando per le aree giochi e i campi da bocce, sono il contorno, quello che è stato previsto da sempre (non ora) dopo l'intervento di messa in sicurezza dell'area.

Ristabilito l'ordine logico del progetto (che ci era parso essere letteralmente nascosto fino ad ora) ci chiediamo però come mai negli ultimi cinque anni i fondi si siano dimezzati e i lavori mai iniziati, infatti :

  • Il progetto di riqualificazione ambientale è stato approvato con Decreto Dirigenziale n° 001/2017 (prot gen 21515 del 16/03/2017) ai sensi del D.Lgs 152/06 e s.m.i.;
  • Delibera di Giunta Comunale n°365/2018 del 29/10/2018 sono stati approvati i progetti di fattibilità tecnica ed economica redatto in conformità del D.Lgs 50/2016 art.21,23 e 216 comma 4 e al DM 14/2018 sia delle opere di bonifica che della sistemazione degli spazi superficiale

Si perché nel febbraio del 2019 l'assessore Lamiranda ci illustrò il progetto (di cui già eravamo a conoscenza) illustrandoci che per quest'opera si necessitava di 4.305.000 di euro (come del resto riportava correttamente l'articolo del Gazzettino che riportiamo qui di fianco), oggi dopo cinque anni e dopo aumenti di materiali e delle ditte specializzate ci saremmo aspettati che la cifra stanziata aumentasse e non diminuisse a 2.000.000 di euro .

NON VORREMMO (visto perché non se ne parla più) CHE PROPRIO SULL'OPERA DI BONIFICA SI FOSSERO INTRAPRESI DEI TAGLI.

Che quel quartiere dopo 40 anni debba "evolversi" e diventare un centro attrattivo per le aree limitrofe o meglio un’area inclusiva per i cittadini è auspicabile, che ciò venga fatto senza considerare l'ambiente e la salute dei cittadini anche NO.

Il 12 aprile alle 18:00 presso il salone dell'oratorio di via Marx ci saremo, curiosi di comprendere la reale portata del progetto, sperando di non assistere al rito propagandistico di turno di "come siamo bravi" a regalarvi un laghetto artificiale, 120 nuovi alberi, la realizzazione di un’area fitness, un campo di calcetto e di una bocciofila, e aree per bambini, ma di assistere dopo sette anni al primo incontro pubblico dove si affrontano problemi ambientali urbanistici e sociali.